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AUTUNNO - 1994
La scuola rurale e' disciplinata da un rigoroso metodo d'insegnamento.
Gli alunni frequentano otto diverse sezioni, suddivise in due aule.
In quella di destra, la signorina R insegna ai bambini piu' piccoli.
Nell'altra, il signor S si occupa dei bambini piu' grandi.
Oggi, il signor S rompe con la rigorosa pianificazione scolastica.
Invece di far aprire i libri, in piedi accanto alla lavagna
dice ai suoi alunni che non ci sara' la lettura.
La classe resta in silenzio un momento, sembra aver paura
quando annuncia che oggi parlera' di qualcosa di molto importante.
Oggi non ci sara' la lettura.
Vi parlero' di qualcosa di molto importante,
e voglio che tutti voi ascoltiate.
Dopo un silenzio preponderante,
si schiarisce la gola e parla con voce solenne.
Oggi, vi spieghero'
chi era Martin Luther King.
Ciao, ragazzi. Come state?
Molto bene.
Sono Maria. Ho appena finito di pulire la casa...
Elisa Kiseljak compira' undici anni in inverno.
Ma mancano ancora quattro mesi, e quattro mesi sono tanti.
Per questo ora non ci pensa. Non ancora.
Alla prima comunione della cugina indossa un vestito nuovo bianco e blu
e cerca di non sporcarlo.
Alla sua sorellina comprarono lo stesso vestito, identico.
A Elisa non piace essere vestita allo stesso modo.
Sua sorella chiede il permesso al padre
di poter dormire a casa di sua cugina.
Il padre accetta.
Elisa Kiseljak va via dalla festa con suo padre e suo fratello maggiore.
Quando escono e' buio. Molto scuro.
Elisa fissa i dipinti delle mattonelle del marciapiede.
Uno, due, tre, quattro, cinque.
Ogni cinque deve saltare per tenersi fuori dall'inferno.
Andiamo, Elisa. Corri.
La mattina seguente, come ogni sabato,
si alzano tardi, senza fretta,
Elisa, suo papa' e suo fratello maggiore
fanno colazione nel loro bar abituale.
Poi camminano verso la casa di un'amico del padre.
Suonano il citofono per dire all'amico e i suoi ragazzi di scendere.
La moglie dell'amico risponde con una voce metallica.
- Ciao - Ciao, siamo qui.
Venite su, salite.
Va bene. Andiamo.
Prendiamo le scale, E' al primo piano.
Ciao! Ciao, tesoro.
Ciao. - Ciao
Come sei cresciuto!
Che cosa gli dai da mangiare?
Vitamine e sali minerali.
Tienilo d'occhio, scappa ovunque.
Non preoccuparti.
Un bacio.
Ciao, tesoro.
Ecco, fatto!
Ci vediamo dopo. Pronti?
L'amico del padre da la sua mano destra a sua figlia e la sinistra a suo figlio.
Il padre di Elisa cerca di fare lo stesso, con la stessa disinvoltura,
ma in realta' non ci riesce.
Elisa Kiseljak e suo fratello si divertono,
perche' sanno che il loro padre non sa fare cose del genere.
Quando Elisa vede suo fratello uscire dal museo dei robot,
si alza rapidamente dalla grande ruota,
Si volta per ringraziare l'uomo che fischia, con un sorriso affettuoso.
- Ciao, tesoro. - Ciao.
Faceva freddo lassu'?
- Non possiamo andare sulle montagne russe? - C'e' poca fila.
Ci andiamo un altro giorno.
Pranzano tutti al solito ristorante.
anche la moglie dell'amico del padre.
Il padre di Elisa li invita a casa sua.
Perche' non venite da me per un altro caffe'?
La moglie dell' amico e i figli non possono.
Devono andare dalla nonna.
L'amico del padre decide di andare.
Andiamo...
Elisa e' arrabbiata con suo padre.
Dice che non ha insistito abbastanza per farli venire tutti.
Voleva giocare con la figlia dell'amico.
I quattro camminano con un po' di riluttanza,
per la pigrizia di sempre del dopo mangiato.
Nel soggiorno ci sono due divani in pelle nera e cuoio indossato,
un televisore argentato,
una lampada fissa che pende dal soffitto,
un ritratto di una signora con un cappello viola e un foulard arancione,
un tavolino basso di legno laccato e un tappeto.
Il padre serve del caffe' al suo amico.
Ricordi del ristorante di cui ti ho parlato?
- Potremo andarci la prossima volta. - Il pesce?
- Il pesce e' eccellente. - Si', buona idea.
Papa', vado in terrazza.
- Cosa vai a fare in terrazza? - Mi sto' annoiando.
Posso?
Si'. Si'...
- Chiudi la porta, per favore. - Va bene.
E tu, Elisa, sei annoiata?
Il padre che aveva bevuto piu' del solito a pranzo
si addormenta subito,
e pochi minuti dopo Elisa sara' violentata.
Dopo perdera' la memoria
e la conversazione tra l'amico e suo padre cessera'.
L'amico del padre e' un gioielliere.
Vive in una costosa zona della citta'.
Sono persone con i soldi.
Lo si puo' notare nell' amico del padre
dal dopobarba che usa, dai suoi abiti,
nel taglio di capelli, dalle sue mani,
dal cibo che ordina,
e anche dal modo in cui sospira.
Quando vede Elisa piangere, gli sussurra in un orecchio.
Se smetti di piangere, ti regalero' un braccialetto d'argento.
Come stai? - Bene.
Il fratello torna nella stanza.
Non si accorge di cosa e' successo.
Nessuno puo' notarlo.
Il fratello entra e il padre si sveglia.
Fa spazio per lui sul divano.
E mentre si muove, si alza completamente
e invita l'amico al bar.
L'amico accetta, si alza, e i due se ne vanno.
Torno presto.
Poi, piu' tardi, quando e' buio,
vedendo che il padre non torna,
scendono al bar per chiedergli dei soldi
per andare a mangiare al solito ristorante.
Il giorno dopo, Elisa sente un leggero dolore allo stomaco,
come se qualcosa gli ha fatto male.
Va con suo padre e il fratello
a prendere la sorellina a casa di sua cugina.
Poi, come sempre, vanno alla stazione centrale,
dove il padre saluta Elisa e suoi fratelli,
per i prossimi quindici giorni.
- Ciao, ciao. - Ciao, papa'!
Si', premi il tasto.
- Ci vediamo, figlio. - Grazie. Ciao.
Ciao.
Buon viaggio. Buon viaggio.
Quando il treno parte,
aprono i biscotti che il padre gli compra
ogni domenica quando tornano a casa della madre,
e li mangiano, e nessuno li nota,
come se fosse cosa comune
che tre ragazzi viaggino soli.
- Ciao, mamma. - Ciao, mamma.
- Ciao, tesoro. - Ciao.
Andiamo, presto, Ho parcheggiato male.
- Le tue mani sono fredde. - Si', ho aspettato molto.
- E' andato tutto bene? - Si'. - Si'.
- Hai dormito, suppongo? - Si'.
- Siete stati bene tutto il tempo? - Si'.
Quando la madre chiede se sono stati bene,
di come e' andata la comunione, e di cosa hanno fatto con il padre,
il fratello risponde che sono andati al parco dei divertimenti
ed e' entrato nel museo degli automi.
La sorellina dice che e' andata a casa di sua cugina
e che sono rimaste sveglie fino a tardi.
Ma Elisa e' silenziosa, non dice niente.
E quando la madre chiede...
E tu, Elisa?
Elisa?
Io ho visto l'amico di papa'.
Ha detto che mi regalera' un braccialetto d'argento.
Come mai sei sveglia?
Stai bene?
Cosa?
Stai bene?
Si', mamma.
Sicura?
Certo.
Allora vestiti.
Elisa resta a letto un po ', sebbene non dorme piu'.
Tutta le settimane, ogni volta che sua madre va a svegliarla per andare a scuola,
Elisa e' gia' sveglia, e la madre le chiede sempre se sta bene.
Andiamo.
- Hai preso i panini? - Si'.
- Bene. Buona giornata. - Grazie, mamma.
- Hai il basket oggi? - Non lo so ancora.
Beh, fammelo sapere.
- Ciao, Elisa, buona giornata. - Ciao.
Anche a te, mamma. Ciao.
Una parte dell'acqua che cade a terra come pioggia
evapora.
Una parte filtra nel terreno
e un'altra parte scorre sulla superficie terrestre
formando dei corsi d'acqua che noi chiamiamo fiumi.
I fiumi sono le correnti naturali di acqua dolce
che scorrono
fino al mare, o in un altro fiume o in un lago.
Se c'e' qualcosa che non va, puoi parlare con me.
L'amico di papa' ha detto che mi regalera' un braccialetto d'argento.
Mamma!
E' la seconda volta che lo dice in una settimana.
La madre pensa che sia strano che Elisa ci pensa cosi' tanto.
Ma poi la sorellina la chiama dal soggiorno,
e la madre entra e dimentica quello che stava pensando.
Ma il lunedi se ne ricorda,
e va a trovare il signor S, l' insegnante di Elisa,
per dirgli che trova la bambina un po' strana.
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