Non-Fiction

Non-Fiction (Doubles vies)

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Il gioco delle coppie (2018) 576p mkv
A Commentary by malessere

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Published on: 2019-04-18
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The first 200 lines.

- (Alain) Come stai? - Tutto bene. - (Alain) Entra. Accomodati.

- (Alain) Vuoi un caffè? - Ehm... No, grazie.

Hai seguito quello che è successo con il libro di Carsten Villar?

- L'ho letto sui giornali. E' stato attaccato molto duramente. - (Alain) Sì.

"LA PALUDE"

- E' questo il libro con le note degli avvocati? - (Alain) Sì.

E' impressionante.

- E' coraggioso, si espone a tutto e tutti. - Già. O è masochista.

Non puoi scrivere un romanzo sulla politica usando pseudonimi trasparenti,...

..accusando chiunque delle peggiori depravazioni e pensare di "passarla liscia".

Io, invece, crederei il contrario, che molti abbiano interesse a farlo passare inosservato.

Non i giornalisti e i blogger.

- E' una notizia che su Twitter diventa incontenibile. - Pensavo che non si leggessero più i libri.

E' vero, ci sono meno lettori e più libri, ma c'è più tensione.

Ho l'impressione che la scrittura renda la gente isterica.

- Che vuoi dire con questo? - Che li rende diffidenti, li spaventa.

Meno leggono e più vedono la scrittura con sospetto.

Secondo me viviamo nella civiltà della scrittura: guarda Internet.

Si scrive di più, più spesso e, al contrario di quanto si dice, con una certa attenzione.

- Be', è comunque una minoranza. - Sarà una minoranza ma è comunque tanta gente.

Più persone che scrivono di più e meglio.

- Quattro righe su Twitter non fanno... - Perché no? Perché?

E' come sotto l'Ancien Régime.

La gente fa battute. Lo trovo molto francese.

Non c'è niente di nuovo.

- C'è solo più gente che fa battute e che le condivide di più. - Anche battute molto brutte!

Sì, e di cattivo gusto: ci sono sempre state.

- (Leonard) Tutto questo favorisce il narcisismo. - (Alain) Eh, sì.

L'epoca è narcisista. Cosa ci vuoi fare?

Rovina il rapporto con l'arte e con gli artisti.

- Tu non sei meno narcisista di altri: tutti lo siamo. - Aspetta, non capisco cosa vuoi dire.

Io rifiuto questa società materialista.

La sua ossessione per il denaro, il culto del corpo e dei vestiti.

Stai banalizzando. Interrogati sulla tua radicalità, non è meno narcisistica.

Lo sai come vivo. Se mia moglie non lavorasse, chiederei il sussidio.

- Non ho il diritto di giudicare il mondo? - Certo che ne hai il diritto.

Dico solo che questa radicalità è altrettanto narcisista.

E' in assoluto la merce più ambita.

Scusa, non vorrai privarci anche di questo.

Fa' ciò che vuoi, pensa ciò che vuoi e così farò io.

- Non ti riconosco, sai? - Andiamo a mangiare?

- Buongiorno, Pamela. - Buongiorno. - Che ressa. - (Pamela) Non ci lamentiamo.

- Sarà l'ora? - E' lunedì, il tailandese è chiuso. - Ah, ecco.

- Ci sediamo laggiù? - Prego, accomodatevi. - Grazie.

Quello è il nostro tavolo.

- Hai ricevuto il rendiconto? - Sì.

"Fondazione" va bene. Vende ancora, insomma.

Sì, sono 10 anni, è stabile. Anche la versione tascabile.

No, perché gli altri stanno un po' ristagnando.

Sì, gli altri ristagnano sul fondo.

- "Gli addii..." -"..a voce bassa." - "Gli addii a voce bassa", sì.

Non ha esattamente spopolato.

- Non abbiamo contribuito alla deforestazione. - No.

E' un "worst-seller", come dicono.

Sì, succede.

- Ho incrociato la tua ex moglie. Come si chiama? - Solange.

Solange, sì.

- Perché ne "Gli addii" non si chiama così. - Sì, Véronique.

Véronique Pastoureau. E' vero.

- Mi ha detto che è malata. - Sì, sembra abbastanza grave.

- Vi vedete? - No. No, è stata lei a lasciarmi, quindi...

- Credo che ci soffra. - Non lo so. Probabilmente sì.

E' stato molto doloroso per me, così non mi va di parlarne ancora.

- Francamente mi ha fatto molta pena, dato che ci legano dei ricordi. - Sì.

La fiera del libro di Barcellona, quando era completamente sbronza.

- Scusami, Alain, non ho molta voglia di parlarne. - Oh, certo, capisco.

- E Valérie sta bene? - Oh, sì, molto bene. Bene...

- E' sempre assistente parlamentare. - Di David?

Sì, è sempre in trasferta.

Dille che apprezzo molto le posizioni di David, sono coraggiose.

- Soprattutto quelle sulla cultura a Bruxelles. - Certo, glielo dirò.

E lei glielo dirà sicuramente. E a lui farà felice, immagino.

Sì.

- Ecco a voi. - (Leonard) Grazie. - Come piatto del giorno c'è lo spezzatino di vitello. - Sì.

Allora, io prendo il solito: bistecca al sangue, insalata verde e mezza naturale.

- Grazie. - (Pamela) E per lei? - Non prendi l'antipasto? - No.

- Ma prendilo, se vuoi. - D'accordo.

Io, invece, prendo... il paté, per favore,...

..e poi... il rombo con salsa aioli.

- (Pamela) Il rombo. - (Alain) Ecco. - Bene. - (Alain) Vuoi del vino? - Per me no. - Grazie.

Grazie, signori.

Allora...

- Sai, Valérie è un po' lei... Oriane. Eh, sì. - Sì.

- E Xenia è Stephanie Volkowski. La presentatrice di Canale 8, hai presente? - Sì.

- Parlo del manoscritto. - Sì. - Che magari hai letto.

- Sì, sì. Sì, l'ho letto, certo. Volevo parlartene. - Sì.

- Siamo qui per questo, per parlarne. - Sì.

Mi è piaciuto. Mi sembra molto in linea con quello che hai scritto negli ultimi anni.

Be', sì, ho l'impressione di aver intrapreso un percorso quasi necessario.

E quella scena in cui si incontrano per caso nel reparto del fai-da-te...

- Sì, mi è successo veramente. - Lo immaginavo. E' molto emozionante.

E poi il fatto che lo racconti a frammenti...

Non si sa più se è lei che parla o se è ciò che temi che ti dica.

O, piuttosto, ciò che mi avrebbe dovuto dire...

..se fosse stata più lucida, o...

No, non è "lucida" la parola giusta da dire...

- Più onesta? - No.

Più...

- Se fosse stata più crudele. - Ah, sì.

E' molto dura... ma è vera.

- Non c'era una scena simile in un altro tuo romanzo? - Ah, sì, in...

- In "Rapporto di polizia". - Giusto. E' recente?

- 8 anni fa. - Ah, no, allora non è recente.

Ne parlavo l'altro giorno con Constance, la nuova addetta stampa.

Le piace molto "Rapporto di polizia". E' uno dei suoi libri preferiti.

Hai visto? Mi ricordo che non eri convinto all'epoca.

- Sì... Invecchia bene, invece. - Mm, bene.

E quindi Constance mi chiedeva perché non avessi continuato su quel filone.

Be', sai, perché rifarlo?

Non rifarlo, ma... prolungarlo.

Avresti voluto che continuassi a scrivere qualcosa sul quel genere?

- No, no, no... - Ma hai dei dubbi? - No.

Domande?

Delle domande... Sì, insomma, delle domande che mi pongo su di me.

- Non riguardano il tuo testo. - Ma è del mio testo che si tratta.

No, è il tuo testo che stimola una riflessione, ma è una riflessione che va oltre il tuo testo.

In che senso?

Mi sto chiedendo soltanto se...

..rispetto alla nostra epoca, non siamo entrambi tagliati fuori...

..da ciò che succede o che potrebbe succedere.

Ma chi scrive libri e chi li pubblica è fuori fase rispetto alla propria epoca.

- Signori, ecco il paté. - Ah, sì, per me. - Per lui.

- Bene. Buon appetito. - Grazie.

- Allora... grazie per il pranzo. - Sì, scusa, di niente.

- Se vuoi dare un'occhiata a qualche libro... - Ci ho già guardato. Non c'è molto per me.

- Bene. Io vado. - A presto. - Sì, a presto. - Ciao.

- Eh... Ma... - Sì?

- Per il manoscritto quindi... - Cosa?

- Be', hai una data? - Non capisco.

Per la pubblicazione.

Lo pubblicherai, no?

No, non lo pubblicherò. Pensavo l'avessi capito.

Eccomi.

Sono arrivati tutti.

- Scusa, sono in ritardo. - Non sei mai puntuale. - Ero in riunione con Laure. - E' caldo. Laure?

Laure d'Angerville, ti ho parlato di lei. Lavora allo sviluppo delle edizioni digitali.

Ah, sì, quella brillante, che ha studiato business e ha un look da predatrice sessuale. Ho capito.

Esatto, lei.

Oggi è semplice. Ho più lettori sul mio blog che in libreria.

Non puoi lamentarti, il tuo libro è partito bene.

- Andiamo, sii onesto! Ne ho viste pile e pile al Carrefour! - (Uomo) E' un successo.

Ne faremo un audiolibro. Vanno molto bene.

- Pensavo di chiedere a Catherine Deneuve. - Ci sto.

- Non accetterà mai. - Che cosa ne sai? Pare che sia molto gentile.

- Sul mio blog ho 5000 visite al giorno. - (Selena) Al giorno?! - Sì! - Non ci credo!

- Di cosa parli sul blog? - Ma... non so... di attualità.

- Non attualità letteraria. - No, di quello che mi interessa e che interessa alla gente.

Il fatto è che mi leggono. E mi leggono più facilmente online che su carta.

- Certo, è gratis. - La gente è ossessionata dalle cose gratis. -In un periodo di crisi è normale.

Insomma... Vogliono che l'arte sia gratis, non l'informatica.

- Cosa intendi dire? - Nessuno si fa problemi a spendere 1500 euro per un computer.

Oltre al costo dell'abbonamento Internet. Che ci sia la crisi o no.

Mentre spendere per comprare musica, o libri, o perfino il giornale crea un problema enorme.

- Sì, ma i libri sono molto meno piratati. Non c'è paragone. - Perché i giovani leggono meno.

I veri pirati sono i provider Internet. Vendono contenuti che non sono i loro.

Il fatto è che l'arte ha perso di senso e di integrità, per questo dev'essere gratuita.

- Molta gente perbene la pensa così. - E molta gente perbene pensa il contrario.

E' facile nascondersi dietro le idee dell'arte moderna per poi scaricare "Fast and Furious".

- Stai semplificando. - Vaffanculo! Ceniamo? - Volentieri.

- Dico solo che non tutti i settori... - Chi mi dà una mano? - Arrivo.

Tieni, per favore, prendi i dolci. Puoi metterli là.

..come l'informazione, dev'essere gratis perché ritenuta falsa e manipolatrice.

Se pagassimo, la rispetteremmo.

E' distorta dal potere delle lobby, dal conformismo dei giornalisti. Ha perso di credibilità.

Mentre le voci, le più assurde, avvalorate da esperti inverificabili, "se le bevono" subito.

No! Questa l'ho sentita mille volte.

Dai, senti, non è stato Internet a inventare le voci.

E gli stati moderni non sono i primi a manipolarle.

Impariamo a pensare per evitare questa deriva! Forse è a questo che servono i libri.

- Solo che impariamo sempre meno. - Ah, sì? - Sì, sembra come un virus che si evolve.

La scrittura si dematerializzerà. E' inevitabile.

- Ma, scusa... Tu i manoscritti li leggi sul tablet adesso. - Non tutti.

- Io non leggo sul tablet. - Perché non è della tua epoca.

Non appartiene alla tua educazione. Senza offesa!

Guarda le nuove generazioni che sono cresciute col computer. E' tutto diverso.

- Obiettivamente, però, leggono meno. - Falso. Prendi la proliferazione dei blog!

- Prova solo che ci sono più persone che li scrivono. - E che hanno tempo da perdere. - Sì.

Non sono d'accordo, per me si scrive più di prima. Internet ha liberato la parola.

Che tipo di parola intendi? Una specie di flusso incontenibile?

Tante grazie!

- Non mi riferivo al tuo blog. - Ma certamente!

- Che tra l'altro non leggo. Invece leggo i tuoi libri. - Ah. - Ah.

Allora sei decisamente in minoranza.

E' perché il mio blog è visitato che una parte degli utenti compra i miei libri.

Da lì il successo relativo di cui parlava Alain.

- Sì, ma i tuoi libri sono più letti su Kindle. - E' vero.

Cifre alla mano, i lettori più forti sono gli anziani.

E, grosso modo, più i pensionati. E tra i pensionati, più le donne.

Sono passati tutti all'e-reader.

- E' più pratico, facile, leggero, maneggevole. - Ha le lettere grandi.

Se parti per un viaggio, nel Kindle puoi metterci tutta la tua biblioteca.

Che me ne frega di viaggiare con tutta la mia biblioteca? Prendo un libro.

Sarà più leggero di un Kindle, no?

- E non va ricaricato. - Esatto.

Sei prevenuta, ma è la realtà. In futuro leggeremo meno libri e lo faremo su e-reader.

- Allora insisto! - Ma no! - Selena, basta con la vodka!

Mi sto chiedendo: perché non passare subito tutto in digitale?

Economicamente non ha senso. I libri vendono. Meno di prima, ma vendono.

- La catena funziona. - (Alain) Sì, ma presto cambierà.

Se eliminiamo gli intermediari, distributori, librai, tipografi, restano solo editori e autori.

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