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Dove non ho mai abitato (2017)
A Commentary by malessere

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Published on: 2018-06-10
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The first 200 lines.

In queste unità spaziali si potrà vivere una vita normale.

E' affascinante il modo in cui vuole concepire queste case nello spazio.

Il nostro Massimo

è molto coinvolgente quando descrive i nostri progetti,

è come un incantatore di serpenti.

E' incredibile che le case stellari siano realizzate anche qui a Torino.

Gli ingegneri della NASA apprezzano molto l'azienda italiana ALTEC.

Buonasera.

Buonasera.

- Ciao, Francesca. - Scusate il ritardo.

Ciao, papà... Auguri.

Se non fossi partita come sempre all'ultimo momento,

non ci avresti messo tutti a disagio.

Francesca, non dargli retta, è un rompiscatole.

Ora che ci siamo tutti, facciamo un brindisi per Manfredi?

- Certo. - Dai, Manfredi, fai un discorso per i tuoi amici.

Che cosa dovrei dire? Brindo.

A voi, ai miei 84 anni,

ai miei 50 anni di carriera

e agli ormai...

Sono 20 anni che ti sei sposata e sei tornata a Parigi, vero?

Agli ormai 20 anni di disoccupazione della mia unica figlia.

Cin cin.

- Buonanotte. - Ci vediamo la prossima settimana.

Hanno mandato qui le copie la settimana scorsa.

Fra qualche giorno uscirà nelle librerie.

- Non me ne hai parlato. - Volevo

che fosse una sorpresa.

- Ci sarà una presentazione? - Forse più avanti.

Tua madre non ha mai amato le cose troppo pompose.

La prefazione è stata scritta da Theo, è commovente.

Non la leggi?

No, preferisco farlo domani con calma.

Comunque mi sembra perfetto.

Vado a dormire, papà, sono stanca.

(vetri infranti e gemiti di dolore dall'altra stanza)

Papà?

Papà?

Signora De Marchi?

Professore, com'è andata?

Bene, è una frattura non scomposta del collo del femore.

Non si preoccupi, suo padre è un uomo molto forte.

Ha soltanto bisogno di riposo.

D'accordo.

Ti abbraccio.

- Qui sono gentili? - No.

La favola delle infermiere gentili e avvenenti

è stata inventata dagli scrittori.

- Francesca... - Buongiorno.

Buongiorno.

Come ti senti, papà?

Come vuoi che mi senta?

Spero che tu non abbia avuto problemi con tuo marito per causa mia.

Ma cosa dici?

Mia figlia resterà a Torino per un po'.

Finché non mi sarò rimesso.

Chissà quando...

Manfredi, i medici sono molto fiduciosi, non essere pessimista.

I pessimisti sono degli ottimisti molto bene informati.

Allora ti informo che il professore

ti lascerà tornare a casa la prossima settimana.

Massimo, per qualsiasi cosa, chiama Francesca,

tenetevi in contatto per quel nostro progetto di Villa Scacchi,

la casa dove andrà ad abitare il figlio di Gianfilippo.

- Ricordi il mio amico Gianfilippo? - Sì.

E' soltanto una ristrutturazione, ti porterebbe via poco tempo.

Massimo ti spiegherà tutto.

Mi faresti un grande regalo.

Desiderate del vino?

- Sì, un Gavi dei Gavi La Scolca. - Grazie.

I lavori alla villa sono già a buon punto, non capisco la sua richiesta.

E' naturale, vuole dare un'opportunità a sua figlia.

- Tutti i genitori lo fanno. - Lui non è così caritatevole.

Allora vi somigliate. Comunque si tratta di un suo amico...

Sono io il responsabile dello studio quando non c'è Manfredi.

Parli come un figlio geloso.

Grazie.

Inoltre lei ha esercitato la professione solo per un anno.

- Poi che cosa ha fatto? - Niente.

Dopo la morte di sua madre, è tornata a Parigi

a fare la moglie di un uomo ricco, insignificante e noioso.

Confrontati con lei.

Ho appuntamento con lei lunedì mattina, ma tanto so già che tipo è.

Come può essere una che ogni tanto viene a trovare il padre

e si finge una figlia premurosa?

Mi fa pena, non le renderai la vita facile.

Non simpatizzo per chi ha avuto sempre la vita facile.

- Che ore sono? - Mezzanotte e un quarto, io vado.

- Non vuoi restare a dormire qui? - No, dormo meglio nel mio letto.

Domattina devo alzarmi presto.

Ho un'udienza importante.

Ciao.

Vado.

Ti accompagno?

La fermata dei taxi è qui sotto, non preoccuparti.

Quando aprirai questi scatoloni? Sono qui da quando ti conosco.

Non ho mai tempo.

Ti chiamo quando arrivo a casa. Ciao, buonanotte.

Buonanotte.

- Come sta suo padre? - Meglio, grazie.

Lo hanno dimesso dall'ospedale, il peggio è passato.

Me lo saluti tanto e gli dica che non vediamo l'ora che torni.

Mi scusi, è arrivata la figlia dell'architetto De Marchi.

- Sì... - Grazie.

- Buongiorno, Francesca. - Buongiorno.

Ti presento Andrea Saluzzi, un mio bravissimo collaboratore.

Sono lieta di conoscerla, porti i miei saluti a suo padre.

- Sì, grazie. - Con permesso...

Prego, accomodati.

Vuoi un caffè o altro?

No, va bene così, grazie.

Ti ho fatto avere le planimetrie della villa, le avrai già viste...

Il progetto è in AutoCAD. Ti ricordi ancora come funziona?

Sarebbe naturale, dopo tanti anni.

Sì, perfettamente naturale.

I lavori di ristrutturazione sono già a buon punto, comunque dimmi...

- Cosa dovrei dire? - Quello che pensi.

Credo di pensare quello che pensi tu.

Cioè?

Io non c'entro niente con questo lavoro,

una mia intrusione non avrebbe senso.

Mio padre non voleva essere indelicato con te,

voleva soltanto farmi tornare in questo studio.

Non si rassegnerà mai.

E' stato tutto un po' imbarazzante.

Mi dispiace di tutto questo.

- Quindi che cosa pensi di fare? - Niente.

Vado a casa a tenergli compagnia, sono qui per questo.

Lui vuole che tu segua questo progetto, ci rimarrebbe male.

Infatti nessuno deve dirgli che non lo seguo.

Dovremmo mentirgli?

Sì, ma è una bugia che lo farà felice.

Ma come farai? Cosa gli dirai?

Me la saprò cavare.

Ciao.

Ci sono i signori Scacchi, li faccio entrare?

Sì.

- Prego... - Grazie.

Scusate, siamo in anticipo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Lei è Francesca? - Sì. -Io sono Giulia.

Sono Paolo Scacchi, lieto di conoscerla.

- Sapevamo di trovarla qui. - Sì?

Stamattina, suo padre ci ha chiamato per dircelo.

Dalla voce sembra che si stia riprendendo bene.

Molto bene, direi...

Per noi è un onore che lei partecipi a questo progetto.

Ma io non ho...

Mancava un tocco femminile.

- E' vero, architetto? - Certo.

Possiamo partire subito?

Per dove?

Andiamo al Iago a vedere la casa.

Era previsto nel primo pomeriggio, ma se preferite andare adesso...

Perché no?

Questo progetto cerca un equilibrio fra le forme e i materiali da usare

per creare un dialogo con il paesaggio.

Ad esempio, la parte a sinistra sarà rivestita di acciaio acidato

e avrà un effetto ruggine che lega bene con la montagna.

Invece la parte che dà verso la vallata sarà semplice e bianca,

con grandi vetrate che daranno trasparenza e leggerezza.

Se venite da questa parte, vi faccio vedere l'interno.

Attenzione qui...

Venite.

Prego...

Qui abbiamo immaginato un dislivello nel pavimento

e un vetro a tutta altezza nella facciata,

per creare continuità con l'esterno.

Tutte queste pareti verranno rimosse

liberando un grande spazio che verrà inondato da tutta questa luce

proveniente dalle vetrate.

Sì.

Ma le abbiamo già detto che preferiamo avere una stanza separata,

una tranquilla zona lettura. - Sì, me lo ha già detto.

Ci stiamo lavorando. Ora andiamo a vedere la zona notte.

Ti piace?

Molto.

Io non vedo l'ora di abitarci.

A Torino non mi trovo bene, neanche con le persone che frequentiamo.

- Però non dirlo a Paolo. - Certamente no.

Ti capisco.

Quando venni a vivere qui in Italia con i miei genitori,

ho avuto anche io delle difficoltà, non solo per la lingua.

Tu di dove sei?

Sono nata a Cortona, ma non ci ho vissuto molto.

Dopo l'università ho cominciato a viaggiare.

Se fosse stato per me, non mi sarei mai fermata.

E' stato Paolo a fermarmi.

Stando qui, quando avremo un bambino, potrò insegnargli

ad andare in barca a vela, come facevo con mio fratello.

Li raggiungiamo?

- Qui sotto è pieno di massi, non lo sa? - Non usi questo tono.

- E' inappropriato. -Inappropriate sono le sue continue osservazioni!

Mi fai vedere il Iago, Giulia?

- Tu non sei di Torino, vero? - No.

La mia famiglia si è trasferita qui quando avevo 15 anni.

Sembrano una bella coppia.

Sì, però lui è molto arrogante.

Sembra sempre che voglia ricordarti di essere il figlio di un Console.

Mi sembrano molto innamorati.

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