The first 200 lines.
Oh, merda.
Aspetta. A chi squilli, bello?
A chi stai squillando, figliolo?
Oh, amico.
Aspetta, si può vivere senza reni? Credo di sì.
Nah, amico, non credo proprio. Mi sa che te ne serve almeno uno.
- Merda. - A questo serve la dialisi, giusto?
Sì, ma lei non vuole vivere dipendendo da quella roba.
- Sai, è come... - Sì.
Continua a pisciarsi addosso, cammina a malapena,
poco tempo fa non riconosceva neanche Carmen.
Sua figlia, cazzo.
No, aspetta è la madre di Carmen?
Sì, di cosa stiamo parlando?
Pensavo fosse sua nonna.
Esatto!
Non è così vecchia, amico.
- Merda. - Ma...
abbastanza per prendere decisioni da sola.
Cazzo, e Carmen? Che brutta storia.
Lei è distrutta, questo è certo,
io le dico tipo "Piccola, tua madre ha il diritto di decidere di fare come vuole".
Di essere curata o no. Voglio dire...
Nessuno vuole passare gli ultimi giorni di vita chiuso in un ospedale o...
Se non vuole la dialisi, allora non la deve fare.
Sì ma se vive altri 10 anni?
E i suoi figli devono prendersi cura di lei,
così, per altri 10 anni, e sono già stressatissimi,
e Carmen si stressa sempre di più, e questo stressa te.
Hai presente?
Sì, non ne posso più nemmeno io.
- Tutta la famiglia stressata, cazzo. - Sì, è una cosa...
Tutti impazziti.
Lei pensa solo a sua madre... che tira le cuoia.
Non facciamo sesso da 2 mesi. Ho i coglioni che mi esplodono.
Pazzesco.
- Oh, aspettaspettaspetta. - Uh-oh.
- Vai, voliamo basso. - Si scende, piccola.
Si scende.
Devi sterzare forte.
Ok.
Beh, forse la famiglia la può convincere, no?
Sì ciao core...
Lei è cocciuta come Carmen.
Ci viene incontro.
Ehi!
Uh-oh, eccola qui.
- Ciao! - Salve, come sta?
Cos'è successo? Avete finito la benzina?
Sì, il mio fidato copilota pensava che ce l'avremmo fatta fin qua,
- ma ha sbagliato i calcoli. - Colpa mia.
Vi aiuterei ma mio marito ha preso la macchina, mi spiace.
No, va bene.
I nostri amici stanno arrivando, vivono qua vicino.
- Saranno qui a minuti - Dove...
- Dove andate? - 300 Peekamoose.
Ah, è in fondo alla strada.
- Sì, lo so. - Sono le due case blu
- una affianco all'altra. - Esatto.
Andate dal ragazzo argentino?
- Nico. - Nico, giusto.
- Molto carino! - Un tesoro.
Sì, bravo ragazzo.
Io non l'ho ancora conosciuto. Quindi, ok, vediamo come va.
Sì, certo, certo.
E da dove venite?
- Oh, dalla città. - New York?
- Sì, signora. - Sì, bene, bene.
- Sì. - Non molto lontano.
- Sì. - Siamo venuti per il weekend.
- Giusto, giusto. - Bene, io sono Silvia.
- Oh, Tyler! - Ah, piacere!
- Piacere di conoscerti. - Sì, piacere.
Beh, se i vostri amici vi danno buca,
io vivo proprio dietro l'angolo.
- Sono piena di spazio - Ve bene, grazie!
- Beh, imboccallupo. - Va bene, grazie mille.
È stato un piacere.
- Anche per me. - Va bene.
- Sì, e tu sei...? - John.
John, John.
- Divertitevi, ragazzi. - Molte grazie.
- Divertitevi. - Certamente.
Okay.
Stupido!
Spero i tuoi amici si facciano vedere!
- Sì. - Ok!
Dovrebbero arrivare a momenti.
Dove sono?
Non lo so, dovrebbero essere qua.
Ehi, Pete, siediti, cazzo!
Bei ragazzi. Belli di mammà.
Oddio.
Oh, eccolo che arriva.
Eccoci… eccoci.
Girano una volta,
- e poi un'altra. - Cosa succede?
Cosa succede?
Fate strada tutti!
Ah! È il tuo compleanno. Levati.
- Come va? - Nico.
- Tyler. - Piacere.
Grazie, grazie, grazie.
- Auguri. - Come va?
Tutto ok. Sono Roddy.
Tyler.
- Piacere. - Bello vederti.
- Max, lui è Tyler. - Bene, Tyrel, molto piacere.
Sarebbe Tyler, ma...
- Oh. Scusa... - No, ok, ok.
Max, sei un idiota. - Eh? - Roddy. Che bello vederti.
- Anche per me. - Saliamo in macchina.
- Tyler, puoi mettere su… l'aggeggio lì. - Sì. Certo, certo.
- Come va, per dio? - Tutto bene.
- Sto bene, mi pare anche tu. - Finalmente ci conosciamo.
Ci siamo visti al ristorante, vero?
- Sì, penso di sì. - Sì, ci siamo già visti.
Al Chivo? Vi vedete al Chivo?
Ma cosa dice, piacere di conoscermi?
Che cazzo dice?
Non si ricorda di me?
- Non lo so. - Ci sei?
Ehi! Non… Non ti ricordi di me?
Pete, basta.
- No, no, non mi ricordo. - Questa faccia?
Scusa, non portavo il cappello.
- No, mi spiace, non mi ricordo. - Figlio di puttana.
Puoi muoverla un po'? Muovi la macchina.
Cos'ha la macchina? È la tua? - Sì, sì.
Quindi non ti ricordi di me?
Al Chivo?
Ma stai scherzando? Lascia stare.
- No. - Ti stai sbagliando.
Prima di tutto è il Chilo.
Cazzone, e te l'ho detto, te l'ho detto al telefono.
Peach Pit, Peach Pit è il nostro nuovo posto.
Un nuovo locale...
Sì. Peach Pit.
No, veramente si chiama Peach Pip.
Vedi quanto mi vuole bene?
Peach Pit. Ti chiami Peach, eh?
- Peach, imbecille. - Peach.
Sì, come il frutto.
Il nome di mia nonna era Peaches, e... - Ah sì?
Sì, e mi ha dato tutte le ricette.
Quindi è un un po' un gioco di parole...
- Ah, figo. - Sì, le cose filano abbastanza lisce.
È un po' la nostra reinterpretazione della cucina del sud, ma...
Alla gente piace un sacco la nostra carne.
La affumichiamo per 15 ore.
- Ma dai. - Mm- hmm.
È anche una ricetta di Fabian.
Cazzarola.
Che roba, affumicata per 15 ore.
Quando me la fai assaggiare?
Quando vuoi! Vieni, è una svolta di vita.
Scusa ragazzo, non volevo.
Pensavo di averti conosciuto al Ch... Chilo. Chilo.
- No, no. - Scusa, amico.
- Beh, in effetti... - Mi sembri familiare.
E come sei stato coinvolto in questa cosa con noi?
La mia ragazza ha dei parenti che arrivano da Siracusa.
Ho la casa piena di gente ora.
Non ho neanche più il mio letto nel mio appartamento, quindi...
- Vi sono grato per l'ospitalità. - Gli amici di Johnny sono amici miei.
Ci siamo? Ok.
Cazzo.
Max, puoi prendere il cane?
Sì, faccio io.
Gracias.
Mi anche piace più di voi.
Guarda il bimbetto bianco!
Questa è la mia fidanzata gonfiabile.
- L'avevate vista? - Nico, perché hai questa cosa?
- Ce l'ho, l'ho trovata in soffitta. - L'hai trovata. Era qua? - Sì.
- Era qua così? - Sì. - Figa è enorme.
Ma mi sa che è bucato.
- Fammi provare. - Oh, Jesù.
Ci provo di nuovo. Guarda un po'.
Sì, lo legherò qua sù.
Ehi, puoi mostrargli le stanze? - Sì.
Toglietevi le scarpe!
- Sì, sì. sì. - Levatele.
- Questa è la stanza di Nico. - Oh, wow!
- Ha dipinto il pavimento di bianco. - Lo so,
- anche se lo detesta. - Beh sembra bello.
- Si sporca subito. - Sì, sì.
È stata un'idea di Nina. Le piace il bianco ovunque.
E io dormirò con lui, quindi...
c'è questo materasso gonfiabile. Uno di voi può gonfiarlo.
- Ah, non ci dividiamo il letto? - Non questa volta, amoruccio. - No!
- Lo so, lo so! - No!
E di qua c'è la stanza di Max, ma lui russa come un bastardo. - Vero.
Questa stanza non so di chi è, prendila pure tu.
- Okay. - E vedi se qualcuno...
- Quindi… ci spartiamo i letti? - Io non spartisco il letto!
Cosa vuol dire che non lo spartisci?
- Non con un etero, comunque. - Cos'abbiamo che non va?
L'unico uomo con cui posso dormire
è uno che posso abbracciare e prendere da dietro - Io ti abbraccerei.
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