Badehotellet

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Season 2

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Badehotellet S02E04
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Published on: 2017-04-27
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The first 200 lines.

Signor Andersen, se ci siete fatevi sentire.

Lydia!

Sono incinta. Devo sedurre Hjalmar.

Vuoi tradirmi con tuo marito?

Prendono gli alcolici in Germania, vanno a Herthas Flak e poi continuano.

Non volete venire a lavorare per me?

- È successo anche con Lindberg. - Non l'ho ucciso io!

Racconta la verità alla polizia.

- Non posso agire alle spalle di tuo padre. - Preferisci che scopra tutto?

- Questa è la mia stima. - Così tanto? Non posso farle questo.

Come farà a procurarsi così tanti soldi?

Se non li ha dovrà prendere un prestito.

Traduzione di Lexlex

- Siete riuscito a farla ripartire? - Sì.

Il filtro della benzina andava sostituito.

Se dovesse accadere di nuovo potete... Basta aprire il cofano.

- E svitare il fondo del filtro. - Sembra facile.

Scoppietta un po'. Credo che il distributore necessiti di un controllo.

- Un controllo? - Deve essere cambiato.

Oh, sì, me lo ricorderò. Il signor Andersen è un vero mago con le auto.

- È una bella macchina. - Vendete le anche le Ford in America, vero?

Sì. E questa è popolare quasi quanto il modello T.

Quante ne vendete alla settimana?

- In questo momento dalle 5 alle 10. - Così tante?

- Sì, ma al giorno. - Cosa? Fate ottimi affari, allora.

Il signor Andersen ha l'opportunità di acquistare l'attività.

- Ma davvero? - Sì.

- E perché il vostro capo vuole vendere? - Si è buttato sul mercato azionario.

- È la nuova moda. - Sì, lo abbiamo sentito.

- E a voi non interessa? - No, sono troppo danese.

- Il pane bisogna sudarselo. - Che simpatico.

- Quanto vi devo? - Niente, era una sciocchezza.

È stato un piacere aiutarvi.

- Posso offrirvi da bere? - No, grazie. Meglio se...

Non beve alcolici. Neanche un goccio. Completamente a secco.

Allora, Ditmar. Non è il momento di fare una chiacchierata?

- Certo. A cosa vi riferite? - È ora di darsi del tu.

- Assolutamente. - Mi riferisco al matrimonio e tutto il resto.

- Salute, suocero! - Salute.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Hai già deciso la data del matrimonio?

- L'acqua ci aspetta! - Non mi va di correre.

Forza!

- Scusa, dicevi? - Il matrimonio. Avete deciso una data?

- Non ancora. - Non lasciare che Amanda decida tutto.

- Ne abbiamo già patito le conseguenze. - Ti riferisci a Morten?

Sì. Quell'idiota torna qui.

Sono stato costretto a parlare con la polizia. Era molto importante per Amanda.

- Le donne... hai proprio un debole per loro. - Sì, devo ammetterlo, suocero.

Hotel Andersen. Buongiorno. È appena rientrata.

Vado a chiamarla. Un attimo soltanto.

- È l'Hotel Panorama. - Puoi tenermi questi?

Pronto? Sì, tutto bene.

- Abbiamo molti ospiti. - È l'Hotel Panorama.

Dove l'avete sentito?

Non è vero. No, non ne abbiamo nessuna intenzione.

Sì, ma non ha importanza. Arrivederci.

- Pensavano che l'hotel fosse in vendita. - E chi gliel'ha detto?

Non me l'hanno detto.

Ma hanno saputo della nuova stima e che a Poul spettano più soldi.

Che è difficile procurarseli...

Sembrava quasi sapessero che la banca me li ha negati.

- La banca ha detto di no? - Proprio così, Edith.

E allora cosa farete?

- Adesso prepariamo il pranzo. - Non venderete l'hotel, vero?

No. Spero di no.

- Vieni. - Non ho tempo. Edward!

- Non siete scesi a colazione. - No.

Posso chiedere il perché?

- Hjalmar voleva restare a letto. - Restare a letto?

- Adesso posso andare? - Come pensi che mi senta io?

Mentre voi siete dall'altro lato del corridoio...

Sapendo che è mio figlio quello che porti sotto quel cuore senza fede.

- Chi ha detto che è tuo? - E di chi sennò?

Di Hjalmar.

Cerchi di convincere te stessa? Rende il tuo tradimento meno pesante?

- Sono anni che non fate sesso. - Chi l'ha detto?

- L'hai detto tu! - Magari ho mentito!

Le donne mentono se hanno un buon motivo per farlo.

- Helene, non farmi questo. - Come pensi che mi senta io?

Mi sento così meschina.

Hjalmar non merita quello che gli sto facendo.

Se solo tu sapessi quanto lo ha condizionato.

Che vuoi dire? Condizionato?

- È completamente cambiato. - In che senso?

In che senso "cambiato"?

Bene, sono quasi pronto. Sdraiati sul letto.

Senza vestiti, gentilmente.

- Senza vestiti? - Sì. Completamente nuda.

Come nella Maja desnuda di Goya. Lo conosci?

No, scusa, Helene. Te lo mostro, è molto meglio.

È sdraiata così, con le gambe leggermente piegate.

Le braccia così, si deve vedere la mano. E si deve vedere anche...

- Pensi di riuscirci? - Sì, credo di sì.

- Scusate, passerò più tardi. - No, potete sistemare la camera adesso.

- Giusto, Hjalmar? - Sì, sì.

- Io esco un attimo. - Te ne vai? Ma torni, vero?

- È quello che sto dicendo. - Cosa stai dicendo?

Che la signora Andersen non doveva prendere in considerazione la nuova stima.

- L'avvocato ne aveva già fatta una. - Non avrebbe avuto bisogno di un prestito.

La signora Andersen vuole che tutto sia fatto nel modo giusto.

La signora Andersen ha già accettato la nuova stima.

Poul non sa niente, a riguardo.

- Poul non sa che la banca le ha detto di no? - La signora Andersen non vuole coinvolgerlo.

- E se dovesse vendere l'hotel? - Ma l'ha aperto suo nonno.

- Avrei voglia di picchiarlo. - No. Non credo sia una buona idea.

Amanda!

La macchina è stata riparata. Vuoi fare un giro dopo pranzo?

Devo passare da quei due vecchietti. Dobbiamo acquistare il loro terreno.

- Mi piacerebbe avere la tua compagnia. - Non credo, Ditmar.

Adesso io e tuo padre ci diamo del tu. Mi chiedeva del matrimonio.

Gli ho detto che non abbiamo ancora deciso. Tu che ne pensi?

- Cosa ne penso? - Sì, della data delle nozze.

Vieni.

- Non penserai davvero che... - Se ti riferisci all'episodio

con il signor Dupont, ti dico che è stato un equivoco. Non succederà più.

Allora? Cosa dico a tuo padre?

- Dobbiamo decidere quando sposarci. - Inventati una data, se vuoi.

Ma romperemo il fidanzamento appena torneremo a Copenaghen.

Vuoi che lo faccia io o ci pensi tu? La decisione la lascio a te.

Ditmar...

Sai benissimo che non durerebbe.

- Beh? Te ne stai qui sdraiato? - Sono in vacanza, Therese.

- Non dovresti bere di mattina. - Quando serviranno il pranzo?

A minuti. E dopo andiamo a fare un giro.

- Io non vado da nessuna parte. - Sì, andiamo a Skagen.

Magari vogliono venire anche Amanda e Ditmar.

- E anche Vera. - Ditmar non ha tempo per queste cose.

- E neanche io. Sto pensando. - Sì, lo vedo.

Sai quante auto al giorno vende il signor Andersen in America?

- No. E non voglio saperlo. - 10.

Fa ottimi affari, dannazione. E il capo gli lascia comprare l'attività,

perché vuole investire nel mercato azionario.

Succedono cose meravigliose laggiù.

Dovrò andare in cerca del mio banchiere sulla spiaggia di Hornbæk.

- Non vorrai investire in borsa, vero? - Ci puoi scommettere.

Lascia che Henriques si goda le vacanze.

Noi andiamo a vedere il museo d'arte a Skagen.

Io non visiterò nessun museo. Ho già letto un articolo a riguardo.

Sono soltanto dipinti di pescatori in stivali di gomma.

Un po' di cultura ti farebbe bene.

Non sarei venuto nello Jutland se avessi voluto acculturarmi!

- Non uscite con questa bella giornata? - Beh... si sta bene anche qui.

- Andiamo a fare un giro dopo pranzo? - No, preferisco leggere il mio libro.

- Puoi farlo stasera. - Ricordo quando ero bambina.

Se un libro mi prendeva non riuscivo a staccarmene.

Te la sei cavata benissimo. Passo da te oggi pomeriggio.

- Non so se ci sarà anche mia sorella. - Le sorelle maggiori sono una scocciatura.

Allora vieni tu da me. Mia sorella se ne va alle 15.00

Da quando ho aperto gli occhi

ho sentito chiaramente la presenza di Julius Andersen.

È come se aspettasse di parlare con noi.

- Si divertono con la signorina Malling. - Non hanno più bisogno di me.

Meglio così. Non saprei più cosa fare con loro.

- A volte vi invidio. - Ma davvero?

Sì. Voi e vostro marito passate le vacanze insieme.

Riposa e basta. Non vuole mai fare niente.

- Gradite? - Sì, grazie.

Mio marito è sempre occupato con i suoi affari.

E progetta di andare a Stoccolma in barca a vela senza me e i bambini.

Prima di incontrare me aveva una donna lassù. Margaretha.

Non penserà mica che sia lì sul molo ad aspettarlo?

Sapete qual è il mio errore più grande? Essere sempre qui.

Mi da per scontata.

- E se non foste qui quando torna? - E dove dovrei essere?

Dopo pranzo voglio andare a Skagen. Volete venire con me?

- Il vostro pranzo, signor Andersen. - Grazie.

Oggi la signora Andersen è andata in banca. Le hanno rifiutato il prestito.

L'Hotel Panorama ha chiamato dicendo di voler comprare l'albergo.

- Pensavo voleste saperlo. - Grazie.

So che volete acquistare una ditta in America, ma...

se non vi servono tutti i soldi subito, la signora Andersen potrebbe darveli a rate.

Sarebbe davvero un peccato se fosse costretta a vendere l'hotel.

Ma... probabilmente non sono affari miei.

No, non lo sono.

Già... per voi non è un problema. Ve ne tornate in America.

- Non avrei dovuto dirlo. - No. E non saresti dovuta andarci.

Io credo sia un bene che sappia cosa comporta la nuova stima.

No, non avrei dovuto immischiarmi. Tanto non cambia niente.

Questo strofinaccio è completamente bagnato!

- È veramente arrabbiata. - Almeno lei prova a fare qualcosa.

- Andiamo tutte a litigare con lui? - Credo sia anche per colpa di Morten.

Doveva arrivare due ore fa.

Probabilmente lo hanno arrestato.

Ti stai comportando come uno stupido. Siediti.

Era troppo presto per mandarlo in Svezia. Lo avrà beccato la dogana.

Allora lo hanno rilasciato in fretta.

Sei in ritardo.

Ho avuto un guasto al motore.

- Poi sono arrivati gli ufficiali della dogana. - Lo sapevo.

- E cosa hai fatto? - Ho buttato tutto in mare.

- Ha perso tutto il carico. - Ho legato tutto a una boa.

- E i doganieri l'hanno trovato? - Ci ho messo un sacco sopra.

- Così la boa è affondata. - Affondata? Fantastico.

- Cosa c'era nel sacco? - Sale.

Cosa succede al sale quando viene a contatto con l'acqua?

Sì, che succede?

Pranziamo?

Non ho tempo. Devo passare dal sarto.

Saluta la tua fidanzatina.

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