The first 200 lines.
Informiamo i signori passeggeri
che stiamo atterrando all'aeroporto di Palermo.
Nell'augurarvi un buon soggiorno
speriamo di ospitarvi nuovamente a bordo della nostra compagnia.
[annuncio in inglese dall'altoparlante]
[suona "The victory march" di Citizen Cope]
Quanto manca all'arrivo?
- È lontano? - Venti minuti, ci siamo quasi.
Arriviamo tra 20 minuti.
[suona "Se telefonando" di Mina dall'altoparlante]
- Basta. - Ehi!
Oh!
- Ehi! - Vai!
- Stati Uniti. - Stati Uniti?
- Parli l'italiano? - Ho studiato un po'.
Come mai?
- La mamma di mio padre era italiana. - Ah.
Wow! È altissimo.
È alto, eh? Vuoi tuffarti con me?
- Salti con me? - Ehm…
Non lo so, è troppo alto.
Allora mi tuffo prima io, poi tu, va bene?
Prima io e poi tu, ok?
Forza, Sophie!
È troppo alto!
È facile, fidati! Conto fino a tre!
Uno, due… tre! Dai!
Non l'ho mai fatto!
Va bene, aspettami lì! Arrivo!
Sophie! Non ti sei tuffata!
- Mi dispiace. - Questi sono i miei amici.
- Ciao. - Ciao. - Lui è Spritz.
Stanotte è il suo compleanno.
- Auguri! - Lui è Samba.
- Ehi! - Ciao.
E lui è il Komandante, come Vasco.
- Sai chi è Vasco? - Vasco?
Vasco!
- Salta, salta con noi! - Non lo so.
- È facile, vai! salta! - Andate voi!
Ciao!
Sono dei minchioni.
Sono i miei migliori amici.
Ci conosciamo da quando siamo così.
- Siete tutti siciliani? - Loro sì, io no.
Sono cresciuto un po' dappertutto. Ora vivo a Palermo con i miei nonni.
- Quando sei arrivata? - Quando sono arrivata?
- Eh. - Due ore fa.
- Due ore fa? - Sì.
- Non hai visto ancora niente. - No.
- Vuoi vedere la grotta dei sospiri? - Che grotta?
È qui sotto, la dovresti vedere, fidati di me.
Dove è?
- Dove è? - Ci siamo quasi!
Perché ti sto seguendo? Non ti conosco!
Quando la vedi, impazzirai, fidati di me.
È qui, è sotto questa roccia.
Ora fidati di me, andiamo insieme sotto la roccia, ok?
- È profondo? - Prendi un bel respiro.
Conto fino a tre, sei pronta?
Uno, due, tre!
Cazzo!
Allora? Ci credi?
Non ero mai stata in un posto così!
Lo conoscono solo quelli del posto, è un segreto.
Un segreto?
- Grazie! Grazie per avermi portato qui! - Vieni.
- Insomma? - Insomma? Che?
Americana di dove?
- Io? - Sì.
California.
- California? - Sì.
Incredibile, sai che la California è casa mia? Te l'ho detto?
- Davvero? - Sì. Che?
In California, se vai dritto, a un certo punto giri a sinistra…
Mi capisci? A un certo punto giri a sinistra.
In fondo c'è un albero bellissimo, gigante.
Voglio dire, quando non sono qui, io sono sempre lì.
Ah!
Mi sembra strano che non ci siamo mai visti.
- Conosco quell'albero. - Sì? - Sì.
Che fai sotto l'albero per tutto il tempo?
Aspetto te!
Mi dispiace, è davvero molto strano che non ci siamo mai incontrati.
Hai ragione.
- Che fai in California? - Che faccio in California?
Lavoro da Starbucks.
- Starbucks? - Sì.
So fare l'espresso, il Vietnamese coffee…
Vaniglia…
Io adoro la vaniglia, è la mia preferita.
Sì, è buona.
Però non lo so che cosa voglio fare in futuro nella vita.
- Ancora non lo so. - Vabbè, ma è normale.
Tutti cerchiamo di capire che vogliamo essere o fare.
Guarda me, io non ho nulla.
Le cose che non ho non possono possedere me.
No macchina, no assicurazione, no casa, no figli.
Voglio solo vivermi la vita ora, capito?
Capisco quello che stai dicendo.
Sophie, devo dirti che in realtà
il vero nome di questa grotta è la grotta dei baci.
Ok?
Vuole dire che le persone che vengono qui devono darsi un bacio
oppure porta sfortuna.
- Davvero? - Sì.
- Non lo avevi detto prima. - Me lo devo essere scordato.
Quindi mi hai portata fino a qui per un bacio.
No! Era solo per dirtelo.
- Solo per dire? - Sì.
Se tu un bacio non me lo vuoi dare, io lo capisco.
Mi hai appena conosciuto, non sai chi sono. Va bene così.
Se tu un bacio me lo vuoi dare, io me lo prendo.
Poi con la sfortuna io…
Che stai facendo? Sei matto?
Voglio tuffarmi dalla roccia.
- Adesso? - Voglio farlo! Andiamo?
- Tu fai così con tutte le ragazze? - Così come?
I tuffi, la grotta dei baci…
- No, lo giuro! - E pensi che io ti creda?
Ma chi sei tu?
Hai anche delle belle mani.
Secondo te le persone che bevono il tuo caffè sanno
che viene fatto da mani così belle?
Che hai fatto qui?
- Che fai ora? - Ora?
- Sì. - Mah…
- Parti domani? - Sì.
- Perché non me lo hai detto? - No, non lo so…
Dove vai?
- Torno a casa. - In California?
Ci siamo appena conosciuti, non puoi lasciarmi così.
Palermo non era in programma.
Abbiamo deciso all'ultimo minuto.
- Quindi quando ti rivedo? - Non lo so.
In California sotto l'albero con un caffè alla vaniglia?
- Sophie! - Devi andare.
C'è un posto, si chiama The Box. Ci vediamo lì dopo cena?
- Vieni? - Ok.
- Ok? - The Box.
- The Box. - Ciao, Giulio.
Ciao, Sophie.
Ci vediamo lì!
Stasera si ficca, compare?
Quella era l'amica? Fammela vedere!
Bravo, eh? Bravo.
- Bye! - Bye!
- Facci entrare! - È il mio compleanno! - Andatevene!
- Mi avete rotto i coglioni! - Dai! - Non facciamo cazzate!
Lasciate scorrere! Prego, ragazze, accomodatevi.
- Forza. - Dai, facci entrare! - È tutto ciò che abbiamo.
- Va bene, entrate. - Dai! - Due.
Sì e mi raccomando, non fate bordello.
- Io? Sono un angioletto. - Vai. Prego, ragazze.
[suona "Dark clouds" dei Teenage Mutants dalle casse]
Giulio!
Sì!
Sophie!
Che minchia succede qua?
Chi minchia sei tu?
Vai, vai, vai!
Sophie!
- Oh! - Ehi!
- Che c'è? - Ehi!
Vaffanculo! Sei un coglione!
Un coglione sei!
Lasciami! Non mi toccare!
- Oh! - Oh!
- Mollami! - Fuori!
- Non mi toccare! - Vaffanculo!
- Schifosi! - Andatevene!
Ora che facciamo? È il mio compleanno!
- Che vuoi fare? - Che ti va di fare?
Che?
Che faccio ora con mia sorella?
Sai che penso di tua sorella?
- Che? - L'ho vista due volte.
- Penso che sia una rompicoglioni. - Oh!
- È una rompicoglioni. - Oh!
Ha cercato di rovinare la tua ultima sera in Italia, ma perché?
- Perché ha 90 anni! - Ha 90 anni! - Ha detto che ha 90 anni!
- Dove andiamo? - A fare festa, americana.
Andiamo a bere e a fare festa. Andiamo!
[suona "Ciuri ciuri" dall'altoparlante]
Bravo, Peppino! Grazie!
Bravo!
- Grazie. - Ciao.
Facciamo vedere a Sophie Palermo by night.
C'è anche la macchina, Sophie!
Guarda qua. Giulio, le chiavi.
- Le chiavi? - Le chiavi della macchina.
- No, io non le ho. - Non le hai tu? - No.
- Samba, le chiavi. - Non le ho.
- Come no? - Non ce le ho.
- È vostra questa? - Certo, è nostra.
L'hai pure lasciata aperta. Sei un minchione.
Oh! Che minchia state facendo?
- Esci! - Ehi, calmo.
Hai una bella macchina, sei bravo.
È vero che sei bravo che hai una bella macchina?
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