The first 200 lines.
< Se guardo i segni delle mie mani, vedo strade che non portano a niente.
< Quando ero giovane, una prostituta tunisina che lavorava nei quartieri,
in quei segni ha letto un futuro di viaggiatore.
< Sono passati 40 anni da allora e non mi sono mai mosso da Napoli.
< Strano destino, per un viaggiatore.
< Non che credessi alle chiromanti,
sono sempre stato troppo occupato
a vedere il lato concreto delle cose.
< La città che mi aveva visto diventare uomo,
è diventata con il tempo un ricordo sbiadito.
< Trovarmi a discendere ancora una volta per quelle scale antiche,
mi ha fatto sentire uno strano brivido.
< Quando chiedi a un uomo di uccidere un suo simile,
devi sapere che ti affidi alle mani giuste.
< Io ero quelle mani.
< Se dovessi tirare delle somme, oggi che sono vecchio,
direi probabilmente questo:
"Ho vissuto i miei giorni come si beve un liquore troppo forte,
lo butti giù, senti che ti dà uno scossone,
ma non sei sicuro di aver capito veramente che gusto aveva."
COLPI DI TOSSE
Ehi, Peppi'. Buonasera.
- Buonasera. - Scusatemi, non vi avevo visto.
È per quel regalino che vi avevo chiesto l'altro giorno al telefono.
- Vostro figlio, giusto? - Già.
- Guardate che meraviglia. - Di solito lui usa la Smith & Wesson.
La "semper fidelis".
È un buon ferro, ma io oggi pensavo a qualcosa di speciale.
Peppi', guardate qua. Browning 7,65.
Fusto e carrello rifiniti con cura. Guardate che canna.
Da oltre 30 anni questa resta un'arma modernissima, è perfetta.
Piatta, si nasconde benissimo.
TUONI
Che c'è, Peppi'?
- Piove. - Come tornate a casa?
Ah, prendo la "Sita" delle 10.26.
COLPI DI TOSSE
Guardate, ci sarebbe pure questa Erma 22, ma non ve la offro neppure.
Lasciamo perdere.
Aspettate.
Io pensavo a questa per voi, Peppi'.
Ora sì.
TUONI
TUONI
Capitolo uno. Lacrime Napoletane.
CANZONE NAPOLETANA DAL GIRADISCHI
Pendi il caffè?
No, papà. Ho fretta.
Tu non capisci le cose.
Se arrivi un poco in ritardo,
a quel fetente hai regalato dei preziosi momenti di vita. Hai capito?
E fai pure la figura del gran signore.
Papà, voi siete un gentiluomo di altra generazione.
Quello è un fetente che non merita niente.
Non merita certe... certe cortesie.
Quanto sei bello, figlio mio.
- Sai come dice il proverbio? - Eh.
"L'uomo non è quello che mangia, non è quello che caga,
ma l'uomo è come uccide."
E ringraziando Iddio, mio figlio uccide come si deve.
Perciò, prendiamoci questo caffè.
Grazie.
TUONI
- Lo conosci? - Chi?
Il futuro defunto.
Ah, no. Ma è uno spione, un mago del cazzo.
Ma che hai?
- Che è quella faccia? - Non lo so, non ho "genio".
Come? Non hai voglia?
No, non ho voglia.
Si capisce.
Sempre a lavorare, con la pioggia, col sole, col vento, con la bella stagione,
una sparatoria dietro l'altra.
Fai una vita dura, figlio mio.
Poi, da quando non c'è più tua madre...
Lei sì che era bella, un angelo, bella come un fiore.
Quella volta fu un colpo al cuore.
Un colpo di fulmine.
- Ah, si dice così? - Sì.
Fu un colpo di fulmine, Immacolata.
Quelli sì che erano bei tempi.
SPARI NON UDIBILI
< (PEPPINO) Per fidanzarmi con tua madre,
ho dovuto sterminare tutta la sua famiglia.
< (PEPPINO) Tutti morti. Tranne lei, che non batté ciglio.
- Lo sai? - Lo so, lo so.
Lo sai.
- Papà. - Scusa, Nino. Scusa, scusa.
Non sono più io da quando è morta tua madre. Non sono più io.
Guarda questa mano, guarda, guarda. Guarda, Tonino, guarda.
Vedi come trema?
Papà, però non fate così. Io sono già depresso.
Hai ragione pure tu, hai ragione.
Non la vuoi proprio questa peperonata?
No, papà, grazie, devo uscire.
Vado, l'ammazzo, e mi metto a letto con una bella aspirina.
LA PORTA SI CHIUDE
MUSICA DALLA RADIO
MUSICA DALLA RADIO
FISCHIO
Siete Mr. Ics?
SPEGNE LA RADIO
- Che vi serve? - Un po' di fortuna.
Stanotte ho fatto un sogno.
Dite.
Era tutto deserto, una città grande come Napoli.
Però era come disabitata.
Poi nel sogno, non chiedetemi il perché,
io sapevo di avere un gatto morto dentro la pancia.
Lo so, sembra una cosa "cazzuta", me ne rendo conto.
Però io giravo con la consapevolezza di avere questo gatto,
con la pelliccia e con tutto dentro lo stomaco.
E avevo pure l'alito cattivo.
A un certo punto vedevo qualcuno, lo chiamavo, però questo niente.
Allora io dietro che correvo, pure io.
Poi, mentre correvo, a un certo punto, la mia testa si trasforma.
Non so... una testa di gatto.
Un gatto, mi pare. Non ricordo bene.
E alla fine... cadevo.
Cadevo e... e iniziavo a rotolare.
Pom, pom, pom, pom, pom, pom, pom, pom, pom, pom, pa-pom!
Ci sono sogni della categoria del presagio.
- Del presagio? - Che dicono quello che sta per accadere.
E sogni che sono lì a fare fumo.
E quindi? Questo che sogno era?
Ora lo vediamo.
Ci sono sogni di un'altra classe.
Sogni che non significano niente.
Sapete cosa?
Rappresentano i sogni.
- E grazie al cazzo. - Non parlate sporco, mi disgustate.
E poi ci sono i sogni che portano bene e i sogni che portano disgrazia.
Appunto, è quello che voglio sapere, pezzo di animale.
Che specie di sogno ho fatto?
- Un gatto morto in pancia. - Che significa?
- E un inseguimento difficile. - Esattamente, l'avete detto.
E poi c'è la complicazione della faccia vostra che si trasforma.
Si trasforma, e quindi?
Penso che porti disgrazia, grandissimo figlio di zoccola.
Che bel gioiellino.
Fatto, ora pensate al padre.
Capitolo due. La Settimana Enigmatica.
Ehi, bello vecchiarello! Bello!
Bello, dove vai?
Un biglietto di platea e un gettone telefonico.
Totò, sono Peppino. Peppino Lo Cicero.
Ti dice ancora qualcosa questo nome?
Mio figlio stanotte è uscito per un lavoro,
non è tornato.
Senti "la radio" del quartiere, gli è successo qualcosa.
Vedi anche se mi stanno cercando.
Ho un presentimento.
Ma se hanno fatto qualcosa a Nino mio, scateno una guerra.
E che posso fare?
Ci vediamo al nascondiglio, al solito posto, ti ricordi?
Totò, qua c'è sotto qualcosa di grosso.
< (PEPPINO) Il sangue chiama sangue. Questa è la regola, te lo sei scordato?
Sono Sung Wu-yang, non ho mai fatto del male a nessuno,
state commettendo un errore.
RUMORI DI LOTTA
Nino! Guarda che ti ho portato.
Grazie, papà! Sapevo che me lo portavi.
- L'Uomo Gatto è fortissimo. - Ma perché, Nebdo Zip non ti piace?
Sì, mi piace, ma l'Uomo Gatto è bestiale.
Si capisce. Uno che va in giro vestito in quel modo!
Peppi', non prendere in giro la creatura.
Guarda, papà. L'Uomo Gatto ha catturato dei nemici,
e li scioglie nell'acido. Fortissimo.
Mamma santissima, e che avevano fatto di male?
Avevano rubato.
Avevano rubato? E per una cosetta del genere quello li scioglie nell'acido?
Caspita, ha la mano pesante questo Uomo Gatto.
< Immacola', ti pare bello che un bambino legga questi giornaletti così violenti?
< (IMMACOLATA) Gli stimolano la fantasia.
Gli stimolano la fantasia? Gli mettono in testa idee sbagliate.
Vieni qua, Nino, senti tuo padre.
Chi sono questi nemici dell'Uomo Gatto?
- I delinquenti. - Ah, i delinquenti.
E lui va in giro a eliminare così i delinquenti?
Si capisce.
E qual è lo scopo di questo lavoro?
- Lo scopo? - Eh. Perché lo fa?
Per fare un mondo migliore.
Per fare un mondo migliore?
Vieni qua, stammi a sentire.
Nino, tu sai che sul pianeta
c'è un equilibrio biologico delicatissimo.
Per esempio, tu sai a che cosa servono gli insetti?
Non lo sai, eh?
Gli insetti servono a mantenere l'equilibrio biologico,
che è delicatissimo, come un filo di seta.
L'ape, per esempio, ha un pungiglione lungo così,
e se ti punge, sono dolori, ma dolori forti.
Ricordi quando ti ha punto qua, sulla bocca, l'anno passato?
Ah, ti ricordi, eh? È una cosa fastidiosa, fastidiosissima.
Ma l'ape serve,
perché quando va da un fiore all'altro a succhiare il nettare,
porta il polline, che serve a far nascere gli altri fiori.
Hai capito?
Ma che pensavi tu, che il mondo funzionava a casaccio?
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