The first 200 lines.
Resta qui.
Ma io voglio andare.
Quando ci sono i rumori, dobbiamo aspettare.
Respira.
Respira.
Lo senti ancora?
- Sì, è ancora qui. - Non va più via.
- Nome del padre? - Franco Celeste.
- Figli? - Alessandro e Luigi Celeste.
- Motivo della richiesta? - Non vive più con me.
Sta per uscire dal carcere. Non voglio problemi.
C'è anche una denuncia allegata.
Questa non serve.
Procediamo quindi con la cancellazione del signor Celeste Franco
dallo stato di famiglia?
Sì.
Una firma in fondo.
Ale, io prendo la sottiletta.
- Però mettila bene sull'hamburger. - Dai, per una volta fidati di me.
Ogni volta che fai gli hamburger, dici sempre la stessa cosa.
Ale… No, no, non usare la forchetta, che me la graffi tutta.
Che devo usare?
Usa questa qua, capito?
- Così non si attacca. - Ok
Dai, leva 'sta forchetta.
Allora, qua ci sta il mazzo nuovo di chiavi.
- Non ve le perdete, che sono costate. - Ok.
- Vai. - Guarda.
- Mettilo al centro. Bene! - Stai attento.
Tranquillo.
- Perfetto. - E con che precisione.
Scappo, che è tardi. Non vi allontanate.
- Ciao, mamma. - Ciao.
Oh!
La poesia è l'argomento del giorno.
L'argomento del giorno è la fantascienza.
Ho sempre desiderato parlare dei bellissimi libri che ho letto.
Come mai mamma ha cambiato la serratura?
Ha perso le chiavi.
- Mamma non perde mai niente. - Zitto e mangia.
- Passa. - Sto qua.
Vai, vai, corri, corri.
Sì!
Vai, vai.
Tira. Tira subito.
Palla, Gigi!
Gi'! Vieni qua.
"Guagliò", sono tornato e manco un abbraccio mi date?
- Gi'! - Bello che sei!
Ma quanto sei cresciuto, madonna mia.
E pure tu.
Un bacio non me lo dai? Eh?
Non sei contento che sono venuto a salutarvi?
La mamma non vuole.
E noi mica dobbiamo dire tutto alla mamma. Eh, Gi'?
Questo è un segreto nostro. Una cosa tra uomini.
Lo sai che facciamo? Andiamo a fare un bel giro tutti e tre.
Dove andiamo?
Ci andiamo a divertire, e poi vi riaccompagno a casa.
Abbracciami. Vieni qua.
- Vai! - Vai!
Ancora più veloce. Si può?
Andiamo a un'altra giostra?
Sì, "mo" ci andiamo. Soltanto se viene il campione.
Anzi, sai adesso che facciamo? La prossima giostra la paghi proprio tu.
Dai, piglia 'sti soldi. E non fare 'sta faccia.
- Bravo! - Eh.
Presa.
- Bravo! - Bella, eh?
- Dai, quella bianca. Presa. - Ora vai tu. Tocca a te.
- No, dai. - Vai!
- Ma dopo tocca a me? - No.
Sai come funziona? Intanto chiudi un occhio.
Questo con questo deve coincidere, e devi mirare sulla lattina.
Tieni le mani ferme.
- Via! - Bravo, Ale!
Bravissimo. L'ultimo.
- Via! Via! - Abbiamo vinto!
- Vai, Ale! - Che scegliamo?
- Quello beige. - Quello là.
- No, quello marrone è brutto. - Non è vero.
- Ha vinto Alessandro. - Ma io non ho giocato.
- Questo qui? - Quello.
- È suo. - A me.
- No, è mio. - Dai, andiamo.
È anche mio.
Lascialo!
Che avete fatto oggi?
Niente, abbiamo giocato a calcio.
Ale, perché non mangi?
Non ho fame.
E quello?
L'ho scambiato con le figurine.
- Con le figurine? - Sì.
- Ma che hai? È successo qualcosa? - Siamo stanchi.
Hai cambiato serratura? Eh?
Zitta! Che spaventi i bambini.
Ssh.
Prendo le mie cose e me ne vado.
Stai calma.
Stai calma.
Come sei entrato?
I bambini me l'hanno chiesto.
- Non è vero. - Sì.
- No, no. - Sono stato al parco con loro.
- Quando? - Oggi.
Ci siamo divertiti.
No, no, Franco.
Quanto sei bella.
- No, no, ti prego. - Amore.
Ho bisogno di voi.
Ho bisogno di te.
Gigi è un bambino sensibilissimo.
Non gli sfugge niente.
Ma anche Alessandro, mi dicono che ha ottimi voti.
Sì.
Allora perché mi ha fatto venire?
Perché abbiano notato un cambiamento.
I bambini sono un po' isolati dal gruppo.
Non è che c'è qualche problema in famiglia?
No, tutto bene.
I bambini hanno ricominciato a vedere il padre?
È tornato a casa.
E come va?
Va bene.
Guardi questa, l'ha scritta Gigi, per la festa del papà.
Sono parole affettuose.
Però il bambino chiede al padre di non picchiare la mamma.
Signora, noi possiamo aiutarla.
No.
Signora, non è la prima volta che lo facciamo.
Ma che ne sa, lei? Che ne sa?
Signora, si fidi di noi.
Ci dica soltanto se ha bisogno di aiuto.
La cosa più importante è proteggere lei e i bambini.
Quello mi ammazza.
Non abbia paura.
Guarda un po' questo. Va bene così?
Un po' più su. Ancora.
Va bene. Quanti ne dobbiamo gonfiare di questi cosi?
I ragazzi li hai chiamati?
No, ancora no. Volevo aspettare che fosse tutto pronto.
Senti, Franco, Gigi mi ha chiesto di organizzare una festa…
Perché, Licia, che stiamo facendo?
No, non solo con noi, anche con altri.
Con altri bambini.
Anche no.
A lui fa piacere, Franco. L'ha sempre fatta, una festa.
Appunto. Ora che ci sto io falli festeggiare con me, no?
Manco da tanto tempo. Fammi stare in famiglia, tranquillo, da soli.
Ma che c'è di male?
Mi dà fastidio che c'è altra gente per casa.
Che è?
Ti sei innervosita? Ma veramente fai?
Non ci roviniamo la giornata, vai a chiamare i bambini.
Muoviti, che tengo una sorpresa.
Ma così lo rompi però! Che ridi? Questo ride.
Senti, mettiamolo così, va.
Io ho finito il giro, ho vinto.
- Gigi, vieni. - Ecco, un attimo.
- No, niente "un attimo", adesso. - Eccomi.
- Muoviti. - Gigi, allora, abbraccia papà.
- Mettigli un braccio qui. - Così?
- Licia, muoviti che si scioglie tutto. - Ale, più avanti.
Statti fermo!
Così, ecco. Guardate tutti la macchinetta.
Salve, Polizia di Stato.
C'è un'ordinanza da parte del tribunale. Dobbiamo entrare.
Ma come, oggi?
Ve l'avevo detto che era il compleanno di mio figlio, oggi.
Signora, non siamo noi a decidere. Ci faccia entrare, per cortesia.
Licia, che succede?
- Signor Franco Celeste? - Che c'è?
Lei deve lasciare immediatamente questa casa.
- E perché? - I bambini vengono con noi.
Scusate, ma stiamo festeggiando un compleanno.
Mi spiegate questa cosa, per favore?
- Non vai da nessuna parte! - Piano. Piano, piano!
Deve allontanarsi da questa casa.
Ho capito, ma ci state trattando come delle bestie. Ci dite il motivo?
C'è un provvedimento di allontanamento.
- Gigi, vieni, per favore. - Ma tu fai schifo! Fai schifo!
- Cacciatelo fuori. Fuori! Fuori! - Manteniamo la calma.
- Non succede niente, amore. Niente. - Calma. Spaventate i bambini.
- Saluto i miei figli e andiamo. - Salutate papà.
Venite qua.
- Tu non devi avere paura. Eh? - No.
- Noi siamo forti. - Sì.
Papà vi vuole bene.
Qualsiasi cosa vi dicono, voi non gli dovete credere.
- Torno presto. - Ok.
- Fermo, fermo! - Non la devi toccare!
Gigi, levati il pigiama, su.
Ale, vai a prendere la felpa pesante. Quella col cappuccio.
Dove stiamo andando?
In un posto tranquillo. Metti il pigiama di Gigi dentro.
- Te vieni con noi? - Certo che vengo con voi.
Il pigiama, il pigiama.
- Dove andiamo? - In una struttura protetta.
- Dove? - Signora, lei non viene.
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