The first 200 lines.
:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
Se tradurre vi appassiona e diverte, venite a tradurre con noi.
SRT project e' lieta di presentare
Questa storia e' basata su fatti reali,
trascorsi in Francia, alla fine del XIX secolo.
Traduzione: 'goblin'
Benvenuto, bellissimo. Sei proprio bello.
- Cosa? - Vieni a vedere.
Guarda.
Sorvegliala.
Chi e'?
Com'e' salita lassu'?
Se non si sta attenti, si arrampica sugli alberi.
E come la fa scendere?
Basta aspettare che scenda da sola.
Sorella Marguerite, come si sente stamattina?
Bene, Madre.
Si arrampichi lassu' e ci riporti quella ragazza. Eh?
Allora, la riporti giu'!
Ci spiace, signore. Qui, educhiamo ragazze sorde.
Non una sorda e cieca.
Non saremmo in grado di occuparci correttamente della piccola.
E dove la porto, allora? Al manicomio? Solo li', l'accettano.
Mi dispiace.
10 maggio.
Oggi, ho incontrato un'anima.
Un'anima molto piccola, fragile, un'anima imprigionata,
ma che ho visto scintillare, tra le sbarre della sua cella.
Prima, avevo creduto fosse una selvaggia...
un animaletto.
Ma, sull'albero, mi stava aspettando.
Come comunicare con questa piccola, rinchiusa nella notte del silenzio?
Come arrivare a parlarle? Ad ascoltarla?
Com'e' vivere nell'oscurita' piu' totale e nel silenzio assoluto?
Piu' forte!
Bene.
Lo so, Madre, che non ero votata all'educazione
e che preferisco lavorare con le mani, ma...
ieri, su quell'albero, mi sono ritrovata di fronte quella ragazza.
- Continuo a pensarci, Madre. - Ma non ha esperienza con i sordi.
Sto con loro da 8 anni, so la lingua.
Stare con loro e' una cosa, farle uscire dal loro silenzio e' un'altra!
- Inoltre, poveretta, e' anche cieca. - Mi lasci provare.
Ho avuto una rivelazione.
- Una rivelazione? - Be', non proprio una rivelazione...
Intendo...
Solo un'idea. Semplicemente, un'idea.
Posso sbagliarmi, ma se non mi sbaglio?
Se la mia missione fosse occuparmi di quella poverina
e offrirle la parola perche' entri nel mondo degli uomini e di Dio?
No.
Ma...
Mi ha parlato, ho ascoltato. Ha chiesto e ho risposto "no".
Grazie, Madre.
Mi scusi, ma la ragazza non puo' stare chiusa cosi' nella sua prigione.
La si dovra' far uscire, si dovra' insegnarle a parlare!
- E come penserebbe di fare? - La lingua dei segni.
Ma e' cieca!
- Le faro' i segni sulla mano. - E' sorda e cieca dalla nascita.
Avra' certo un'intelligenza rattrappita!
Ma se e' rimasta intatta, soffrira' enormemente a essere imprigionata!
Ci fosse anche un'infima possibilita'...
Occuparsi di una tale ragazzina e' un grosso lavoro!
Con la sua salute...
Moriro' per i polmoni, ma fino ad allora...
E' un miracolo che sia ancora viva. Be', non un miracolo, ma...
Sa bene che il minimo sforzo potrebbe esserle fatale.
Potrei morire anche restando rinchiusa in una stanza.
Tanto vale morire subito.
Sono, o no, la Madre Superiora di questo istituto?
- Si', Madre. - Mi deve obbedienza?
- Certamente. - Se dico "no", deve solo accettarlo.
Senza discutere.
27 maggio. Vado a prendere la piccola Marie.
Sono eccitata quasi quanto il giorno in cui ho pronunciato i voti.
C'e' qualcuno?
Sono io!
Non aver paura.
Calmati!
Ma... chi e' lei?
Sono venuta per...
aiutarvi.
Ma non ha... scarpe?
No, non si e' mai riusciti a mettergliele,
ne' a pettinarla, o vestirla.
Aspetti!
Quasi dimenticavo...
Questo coltello.
E' il suo oggetto preferito.
Lo preferisce alle bambole.
Bisognera' che la lasci, adesso.
Lo so.
Se ne vada. Vada.
Se ne vada! Vada via!
Tu.
Tu.
Io.
Tutte e due...
insieme.
Mucca.
Mucca.
Mucca.
Qui...
Guarda...
qui... e' la mucca.
Guarda.
Hai visto i capelli?
Ecco, mettiti qui.
Qui.
E' per te, e' il tuo letto. A nanna.
Qui, va bene?
Ora torno.
Rimani qui, eh? Ora torno.
Vado a prendere le sue lenzuola.
E' una nuova. Siate gentili con lei.
Tu, sorvegliala. Torno subito.
A letto!
Finitela con le cretinate! Mi sono fidata di voi!
Siete tutte cattive!
Lo diro' alla Madre Superiora. Allora, vedrete...
Sono delusa. Fate male.
Ssht, sono io, sono io.
Sono io, sono qui.
"... E dato che tali propositi erano pur durati per 2.000 anni...
"padre Leon, molto...
"padre Leon, molto stupito, lo interrogo' e disse:
"Fratello, ti prego, in nome di Dio,
"di dirmi dov'e' la gioia perfetta".
Madre!
Continuate, continuate.
"E san Francesco gli rispose:
"- Quando arriveremo a S. Maria degli Angeli..."
- Lascia fare a me. - "...cosi' fradici di pioggia...
"e gelati dal freddo...
"pieni di fango e tormentati dalla fame...
"e busseremo alla porte del convento,
"e il portinaio arrivera' molto arrabbiato e...
"e dira': - Chi siete? -
"e gli risponderemo:
"- Siamo due dei tuoi fratelli -,
"allora, dira':
"- Non dite il vero, siete due ribaldi,
"... che rubano le elemosine della brava gente,
"le elemosine dei poveri. Andatevene! -.
"Quindi, se sopportiamo con pazienza,
"senza turbamenti e senza mormorare contro di lui tante ingiurie...
- "e tante crudelta' e tante..." - Calda... calda.
"E se pensiamo con umilta' e carita'...
"il portinaio ci riconoscera' davvero.
"O padre Leon, scrivi che questa e' la gioia perfetta."
26 luglio. Calvario, calvario, calvario!
Al momento, la mia vita con Marie e' un calvario.
Che strada prendere?
20 settembre. Sono quasi 4 mesi che mi occupo di Marie,
il suo linguaggio non fa progressi.
Il suo comportamente e' decisamente quello di un animale selvaggio.
Sono io.
Aspetta, aspetta, aspetta.
Aspetta, guarda...
Coltello.
Questo e' il tuo coltello. E' il tuo coltello, guarda.
Il tuo coltello.
27 ottobre. Ancora nessun progresso.
Marie e' anche peggiorata da quando e' qui.
E' una cosa normale:
l'ho allontanata dai suoi, dalla sua casa,
dalle poche cose che conosceva.
L'ho cacciata dal suo mondo.
Un vetro. La finestra.
Smettila di criticarmi. Mi fai arrabbiare.
Aspetta...
Fino a 4 anni, sono vissuta nel silenzio.
I miei non conoscevano la lingua dei segni,
ma mi hanno insegnato il resto.
- Cosa? - Tutto.
La gentilezza, le buone maniere, come mangiare...
Lei deve imparare a vivere con gli altri.
Non e' da sola.
Hai ragione. Sto educandola male.
Magari, starai sbagliando, ma potrai fare meglio.
Non ho piu' coraggio. Tutto questo lavoro, per niente!
Tu, fino ad ora...
Tu mi hai insegnato la lingua dei segni, sei tu che sai.
Io so lavorare l'orto e basta.
Visto che tu sai cosi' bene, fallo tu!
Hai gia' fatto un passo.
Ne puoi fare degli altri.
Lei non capisce niente.
Oggi, 15 novembre, 8h 30 del mattino,
mi preparo a pettinare Marie.
Lasciala... lascia...la.
Lasciala, lascia, lasciala...
Lasciala.
Si'...
Ecco, vedi?
Cosa?
Si'.
Va bene cosi'.
Oh, cavolo! C'e' gia' Marie!
Aspettate. Pazienza...
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