The Third Eye

The Third Eye

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Mata Batin 2017 1080p NF WEB-DL DDP5 1 x264-NTG ita
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Published on: 2018-09-28
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The first 200 lines.

UN FILM ORIGINALE NETFLIX

Alia, di' ad Abel di entrare.

Il sole tramonta. Presto farà buio.

Ok, mamma.

- Buonasera, Mang Asep. - Buonasera, signorina.

- Io vado. Ho finito di lavorare. - Ok.

Abel?

Abel?

Abel.

Ti stavo chiamando.

C'è qualcuno dietro l'albero.

Non c'è nessuno.

Ma c'era!

Ha detto…

…che non possiamo stare qui perché è casa sua.

Che aspetto ha?

Entriamo in casa.

Lui era lì.

L'ho visto.

Non mi credi?

Abel.

Ti comporti spesso così.

Dici di vedere qualcuno, ma poi non c'è nessuno.

È solo la tua immaginazione.

Entriamo. Mamma ci aspetta.

No!

Ti farai male al collo se dormi così, tesoro.

Cosa c'è che non va?

Se non ascolto la musica, sentirò altre cose.

Quali altre cose?

- Qualcuno. - Chi?

È solo un sogno. Sogni d'oro, ok?

- Buonanotte, tesoro. - Buonanotte, mamma.

Abel!

- Abel! Mamma! Papà! - Abel!

C'è qualcosa lì dentro.

Calmati. La mamma è qui.

Alia!

Cos'hai visto? Una persona? Un ladro?

Alia!

Mi scusi.

- Non l'ho ordinato io. - Qualcuno l'ha fatto per lei.

Ok. Grazie.

Sembra che lavori sodo.

Ti serve una mano?

No, grazie. Ho quasi finito.

- Da quanto sei qui? - Venti minuti.

- Venti minuti? - Già, ti stavo guardando.

Sei così bella che non posso annoiarmi.

Smettila, Davin!

ZIO HERMAN

Solo un attimo.

Pronto?

Sto bene. Che succede?

Mi dispiace che sia andata così, Alia.

Non possiamo aspettare che torni a casa.

I tuoi genitori andavano sepolti immediatamente.

Mi dispiace che tu non abbia potuto vederli un'ultima volta.

Allora, la macchina dei tuoi genitori

ha provato a sterzare da un camion

che ha frenato all'improvviso.

Il camion trasportava dell'acciaio

e ha attraversato la macchina.

I tuoi genitori sono stati portati in ospedale.

Ma durante il tragitto…

…non ce l'hanno fatta.

Alia.

Devi essere forte.

Sii forte.

Ok.

È il destino. È successo.

Voglio solo dirti…

…Abel. Abbi cura di lei.

Tu sei l'unica famiglia che ha, adesso.

Vorrei dirti una cosa prima di tornare a Jogja.

Riguarda la tua casa.

È la casa della società di tuo padre.

Poiché tuo padre è deceduto…

…non puoi più stare qui.

La società in cui lavora tuo padre

dice che vi daranno tre mesi

per fare i bagagli e andarvene.

Magari…

…potete tornare nella casa che i tuoi vi hanno lasciato.

La vostra casa d'infanzia.

Quella su Teratai Road. È vuota da quasi un anno.

14 NOVEMBRE 1975 15 NOVEMBRE 2017

9 MARZO 1975 15 NOVEMBRE 2017

Abel.

Bel? Sono Alia.

Abel.

Bel. Ehi.

Sono a casa.

Lui è Davin, il mio ragazzo.

È venuto fin qui da Bangkok.

Ciao, Bel.

Andrà tutto bene.

Non sei sola. Sono qui con te.

Accetterò un lavoro a Giacarta.

E rimarrò con te.

Staremo insieme come ai vecchi tempi, ok?

Risolverò le cose in fretta. Compreso il trasloco.

Il trasloco?

Sì.

La casa è della società di papà. Non possiamo rimanere qui.

E allora dove staremo?

Nella vecchia casa. Quella su Teratai Road.

Verrò al lavoro la settimana prossima.

Grazie.

Va tutto bene?

Grazie per la compagnia, Vin.

Ma il tuo lavoro lì?

I fotografi non vanno al lavoro. Siamo liberi di muoverci.

Andrò a Bandung e vedrò pure mio padre.

Se sto lì, non mi concentro.

Non posso lasciare qui voi due da sole.

Hai sonno, Bel?

Non possiamo stare da qualche altra parte?

Il nuovo lavoro non può darti una casa?

Non c'è niente di male nello stare a casa nostra, no?

Dovremmo occuparci di quella casa.

Ma non mi piace stare lì.

Perché no?

C'è qualcos'altro lì, oltre a noi.

Non c'è niente, Bel. Quello era un ladro. La tua finestra non era chiusa del tutto.

Papà ha detto così.

Abbiamo sporto denuncia anche al vicinato. Ricordi?

Abbiamo traslocato molte volte.

Quando papà andava a Semarang, a Medan e a Balikpapan,

l'abbiamo sempre seguito.

Sei sempre stata così, non solo in questa casa.

Ora smettila.

- È quella la casa? - Già.

- Mang Asep. - Oh, Neng Alia!

- Come stai? - Sto bene.

Neng Alia, Neng Abel,

vi porgo le mie più sentite condoglianze. Vi prego di essere forti.

Neng Abel, sii forte.

Grazie. E grazie per aver pulito la casa.

Non ho ancora finito. Il cortile va potato.

C'è anche qualche perdita. Le tegole del tetto si sono mosse.

Guarda.

- Vado a vedere la casa. - Prego.

Attenta agli scalini.

Vin, salgo a vedere la camera.

- La tua è qui, la stanza degli ospiti. - Ok.

Vin! La tua è quella accanto.

- Questa è dei miei genitori. - Scusa!

C'è molto da sistemare qui.

Se vogliamo farlo in fretta, non possiamo farlo in tre.

È vero.

Dirò a Mang Asep di chiamare qualcuno.

Andiamo.

Lascia fare a me.

Fa così da tanto tempo.

- Sei sicura di farcela? - Certo.

Visto? Visto?

Andiamo a vedere la tua stanza.

Eccola qui.

Abel!

Bel, vieni a mangiare.

Bel?

Ti ho preparato il riso fritto, il tuo preferito!

Bel, andiamo.

Va bene, è meglio se ti riposi.

Ma devi andare a scuola, domani. Ti porto io.

Non voglio!

Bel, sei stata assente troppe volte.

Non fare così. Domani vai a scuola.

No.

Abel, cos'hai che non va? Non cercare di confondermi.

Qualcuno continua a seguirmi a scuola.

Bel.

Sei stata assente troppo a lungo, non riuscirai a stare al passo.

I tuoi voti saranno un disastro.

Bel.

Sorella?

Al? Che succede?

Abel? Che stai facendo?

Prego, così se ne andrà.

Chi?

C'è qualcuno in questa casa.

Ma non è una persona.

- Non c'è niente qui. - Invece sì!

Bel, smettila di fare così.

Ti prego, credimi.

Troveremo uno psichiatra, domani.

Ne troveremo uno nuovo.

Non quello da cui ti portava mamma.

Così poi non sarai più così spaventata.

Non crederai più che c'è una persona o qualcosa di spaventoso.

Basta allucinazioni.

Ma non le ho mai avute.

Mamma non mi ha mai portato da uno psichiatra. Mi portava da Bu Windu.

Bu Windu?

Sorella.

Io posso vederle.

Cose che molte persone non possono vedere.

Posso vederli, i morti.

Il mio terzo occhio è aperto da quand'ero piccola.

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