The first 200 lines.
Un anno. Poco più di un anno che lavoro qua dentro e già non ce la faccio più.
Io ambisco ad altro.
Dicono che nella vita bisogna fare delle scelte e che ci sono scelte giuste e scelte sbagliate,...
..o scelte che possono "mandare in fumo" la tua carriera da un momento all'altro.
Come nel mio caso.
L'unica cosa che devo capire è: quanto sono disposto a rischiare?
- Ehi! - Eh? - Tutto bene? - Sì. Sto pensando alle cose che devo dire.
- Guarda che non siamo obbligati a farlo. - Lo so.
- Funziona il microfono? - Funziona, funziona. Tieni.
Tre, due...
Interrompiamo le notizie del giorno per un fatto drammatico che sta accadendo in questo momento.
Ci colleghiamo con il nostro inviato Maurizio Nardi. Maurizio, mi senti?
Solo per oggi, sul vostro canale di Rete Unita 2,...
.. trasmettiamo via etere attrezzature per pianoforti.
- 'Giorno! - 'Giorno.
Ciao, Guido. 'Giorno.
Buongiorno a tutti! Ciao, Saretta.
- Maurizio! - Buongiorno. - Sono le 08:45, sei in ritardo.
- E tu sei bellissima, Margot. - Non mi chiamare Margot.
- Scusa, mi devi perdonare, ho trovato molto traffico. - Mm, dite tutti così.
- Vai in sala montaggio, Luca ti sta aspettando. - Comandi.
Alza, c'è rumore.
.. da quando la colonnina di mercurio segna il costante aumento delle temperature.
Però! Me la vedo già la gente a casa, con le lacrime, quando passa il trattore.
- Be', è un trattore, che deve fare? - Queste sono le immagini dell'estate scorsa.
Anche il lago è dell'estate scorsa. Guarda che non cambia nulla.
Ma cosa c'entra? Vedi che non capisci? Ma le cose si trovano, le occasioni si creano!
Ma metti che arriviamo là e che troviamo una macchina ribaltata nel fosso.
- Ti sei perso lo scoop! - Magari un'anatra che partorisce.
- Dai, stiamo parlando del caldo, non sono le immagini il problema. - Lo so, ma...
Niente "ma". Maurizio, ne abbiamo parlato, fregatene, no?
Non ce la faccio più a commentare 'sta roba.
- Che prendi tu? - Cappuccino.
- Caffè. - Perché?
Va be', Luca, il cappuccino della macchinetta fa schifo.
Senti, per stasera che fa...
Che schifo di posto!
- Allora? - (Direttore) Ci sto pensando.
Capisco che per prendere certe decisioni ci voglia del tempo, ma la cosa è imminente.
Me ne rendo conto.
Era mio padre, però, a pensarci a queste cose.
- No! - Sì. - No, hanno di nuovo rubato la penna! Dai, però.
Ladri!
Hai una penna, tu?
- Ma anche no. - Luca, è la penna della rete. Cosa fai, il taccagno con le cose degli altri?
Eh, su.
- (Sara) Ciao, ragazzi. - (insieme) Ciao.
Scusate, è mia madre. Pronto?
Nel deserto a vendere cammelli. Sono al lavoro.
- Scusa, Luca, hai 50 centesimi? - No, me l'ha offerto Maurizio.
Il bilancio è ai minimi storici.
Comunque, ti ho portato dei contratti che scadono a fine mese, te li lascio qui.
- (Margherita) Ci vediamo più tardi? - A che ora? - Quando vuoi.
- Alle 15:00. - Meglio alle 16:00.
Avevo una riunione, ma va bene.
Va be', non c'è problema, vado io.
- Ciao. - 20 euro!
20 euro! Mi ha fottuto 20 euro.
- (Maurizio) Chi? - Ma come chi? 'Sta stronza!
- Che succede? - Mi ruba i soldi. - Non a te, dicevo a Maurizio.
- No, devo andare a ritirare una cosa. Esco un po' prima. - Vuoi una mano?
- No, ce la faccio. - Roby, quello è caffè, vero? - Sì.
Dammelo, ha te non fa bene.
E contro ogni previsione... iniziò a piovere.
- Avete di nuovo allagato il campo. - No, è colpa di Washington.
Come l'anno scorso?
Nel '92, i gioielli affiancano le pellicce.
Mamma mia, ragazzi, che capolavoro! "Ho la pelle d'oca".
- Che film di merda! - Oh, ma che cazzo era?
Cioè, da oggi ti proibisco di mettere altri film.
Ragazzi, ma i film che vi faccio vedere io chi altri ve li fa vedere?
Oh!
- Ancora qui? - Stavo andando via.
- Bene, mi fa piacere vedere gente che lavora fino a tardi. - Siamo in due - Tre.
- Ancora una cosa, quando avete il rinnovo dei contratti? -Io il 28. -Io mai.
- Perché me lo chiede? - No, niente, burocrazia. Buonanotte.
Buonanotte un cazzo!
- Non ti è piaciuto, ho capito. - Mi ha lasciato una brutta sensazione addosso.
- Ah, figo... - Figo... - Ma che cazzo è questo casino?
E questo finale, che non si capisce se lei va, viene... Ma come fai a scegliere i film, Luca?
- (Luca, sottovoce) Si stanno menando! - (Maurizio) Chi se ne frega? Vieni qua!
Luca, vieni via! Luca!
Sei una "testa di cazzo"! La prossima volta ti sparo!
- Vai a prendere la telecamera. - Perché? - Prendi la telecamera. - No, dai! - Muoviti!
Ma quante ne vuoi?!
Ancora?
- Tieni. - Ma vai tu! Vai! Vai!
Forza! Vai!
- Ehi! - Basta! - Fai il bravo con quella bottiglia! - Basta. - Sta' buono!
Oh, ma che cazzo riprendi?!
- Su, Luca, via! Via! - (Luca) Metti in moto! Metti in moto! - (Maurizio) Via!
Figli di puttana!
- Per un pelo! - Per un pelo, sì.
Ma che cazzo ci fai qua?!
- Mi salvo la vita. - Ma chi sei? - Mi chiamo Thomas, piacere.
- Ma che cazzo ci fai qua? - Ragazzi, tranquilli, non è successo nulla.
Ma che cazzo stai dicendo? Scendi da questa macchina!
- No, dai, non farmi andare a piedi, abito qui vicino. - Ma chi sene frega!
Che situazione del cazzo! Bravo! Sempre delle belle idee, tu!
- Be', ragazzi, non volete sapere cos'è successo? - No. - Sentiamo.
Ho scatenato io la rissa. Sono stato bravo, eh? Avete visto quanto erano incazzati?
- Questa volta me la danno la parte! - La parte di cosa?
- Ragazzi, avete in macchina un attore. - (con sarcasmo) Che culo.
- Fammi capire: tu hai scatenato una rissa perché fai l'attore? - Certo!
Devo fare la parte di un "rissaiolo", no? E devo immedesimarmi nel personaggio.
Eh, certo... Ci mancava soltanto quello fissato con il metodo Stanislavskij.
- Stanislavskij-Strasberg. - Eh, Luca! - Esatto! - Ma a che serve, poi?
Te l'ho detto, devo immedesimarmi nel personaggio.
Se sembra finto, cosa lo faccio a fare?
- Fermo! Fermo! - (Maurizio) Oh! Ma che c'è?
Abito qui. Grazie per il passaggio, ragazzi. Alla prossima.
- (Luca) Tutti noi li becchiamo! - Silenzio!
- Ti dispiace? - Sì, visto che siamo a casa mia.
- (Maurizio) Io apro. - Apri.
Oh!
- (Maurizio) Piove pure di traverso! - Qualche altra cosa che dà fastidio?
Che la luce del lampione è troppo forte e la poltrona è scomoda.
- E "ho le palle piene" di intervistare sempre i soliti quattro vecchi. - Ehi, porta rispetto!
- Guarda che prima o poi toccherà anche a te. - Poi, poi.
- Senti, ma... le immagini della rissa... - Eh.
- Che fine hanno fatto? - Sono rimaste lì, perché?
- No, niente, stavo pensando... - Cosa...? - Potremmo utilizzarle, no?
- Come? - Che ne so, magari per un servizio.
- Non mi sembra la migliore delle idee. - A me sì, scusa.
- Pensaci un attimo. - Mm-mm...
- Continua a non sembrarmi una buona idea. - Perché? Scusa... cioè...
Facciamo così: proviamo. No?
Facciamo una prova e se non va bene, lasciamo perdere, promesso.
- (Maurizio) No, non va bene. - (Luca) Cioè?! - E' una rissa fine a se stessa, manca la storia.
- L'inizio? - Sì, l'inizio, l'inizio. - Quindi?
- E quindi che ne so... C'è una rissa? Che cosa l'ha provocata? - E io che ne so?
Sì, va be', però sforzati, Luca! Sforzati pure tu!
Una lite fuori da un locale.
- Bella. Luca, questa "è" una lite fuori da un locale. - Appunto.
"Appunto" cosa?! Questo è il problema.
Sarebbe più "forte" una lite, ma fuori da una fabbrica.
Vada per la fabbrica. Ma, aspetta, cosa vuoi fare?
- Ci sto pensando, non lo so. - Tu vuoi andare a fare... No, no, no. E dai!
- Allora visto che sei bravo proponi tu. - Non mi interessa. Non le faccio certe cose.
- Ma perché, scusa, ma chi se ne accorge? - Me ne accorgo io. - Ma va'!
Ascoltami, non puoi "inventarti di sana pianta" un servizio di telegiornale.
Io non lo sto inventando, perché le riprese le hai fatte tu, le immagini le hai fatte tu.
- Parzialmente inventando, cambia qualcosa? - Ma certo, cambia tutto!
Quello è uno spunto da cui incominciare.
Ed è mio dovere da giornalista interpretare la notizia.
- "Cadi sempre in piedi" tu, vero? - Eh!
- Un po' di gioia, un po' di gioia. - Sì, sì... - Mai un sorriso, su! - Eh...
- Prova a vivere tu con uno come te a fianco. - C'è chi sta peggio.
- Che c'è? - Niente.
- Ieri ho finito tardi però ho incontrato Margherita. - E allora?
- A te quando scade il contratto? - Il 26, perché?
- Non sei preoccupato? - No. - Ho la sensazione che stavolta non ce lo rinnovino.
- Te l'ha detto Margherita? - Indirettamente.
Eh, cazzo! Non me lo puoi dire così, scusa!
- Non c'è nulla di sicuro. - Sì, va be'... - Cos'è che non è sicuro? - Ci licenziano.
- Non ho detto questo. - Non lo hai detto, ma è chiaro. - Posso capire di cosa parlate?
- A te quando scade il contratto? - Non lo so, il 23, il 24...
- Di questo mese? - Sì. - Perfetto, devo cercarmi un nuovo lavoro!
Continuo a non capire. Perché dovrebbero licenziarci?
Non c'è nulla di sicuro, però ieri Margherita mi ha chiesto quando scade il mio contratto.
Va be', scusa, come se Margot non sapesse quando ci scadono i contratti.
- Appunto. Temo che questa volta voglia fare dei tagli. - Senti!
Quindi siccome i primi contratti a scadere sono i nostri...
Benzinaio! Ecco cosa devo fare! Dopo vado a chiedere. Anzi, vado subito.
E si sono di nuovo "inculati" la penna.
- Hai tutto? - Mi serve solo la telecamera. - Che gli diciamo? - Non lo so, invento qualcosa.
- Buongiorno. - Buongiorno, sono Maurizio Nardi, un giornalista, e lui è il mio operatore.
- Dovremmo fare delle interviste agli operai. - Avete un appuntamento?
- Non proprio, abbiamo chiesto alla direzione. - Controllo subito.
No, non è il caso, perché ho parlato con Marco.
- Ah, Marco, quello nuovo! - Sì!
- Di che telegiornale avete detto che siete? - Non lo abbiamo detto, Rete Unita 2.
- Unita 2?! Accidenti ma vi guardo tutte le notti quando faccio il turno! - Ah...
- E cosa siete venuti a fare? - Un servizio sul lavoro degli operai.
- Dovete fare riprese? - Sì, ma i tempi televisivi... Dovremmo andare.
- No, ma certo, ci mancherebbe. L'informazione prima di tutto. Prego. - Grazie. - Prego.
Sei pronto a riprendere tutto? Mi raccomando, eh?
- Dove andate? - Noi dobbiamo fare delle interviste agli operai.
- Non potete stare qua. - Ma come? Il portinaio all'ingresso ci ha fatto entrare.
- E io vi faccio uscire, fra 20 minuti ci sarà il cambio turno. - Usciamo, ci scusi.
- (Maurizio) Ringrazia che c'è lui, eh. - (Luca) Era quello della rissa. - Ho capito.
Scusate, salutatemi Barbara, quella con... con... Eh?
- Sì, arrivederci. - Arrivederci.
E' iniziata la pausa degli operai, andiamo.
- Mi raccomando, ricordati che non possiamo riprendere nessuno in volto. - Lo so.
- Fermo questo. - Ok. - Scusi, le posso fare due domande? - Chi siete?
- Sono un giornalista e lui è il mio operatore. Stiamo facendo delle interviste. - Per cosa?
- Intanto... Maurizio, piacere. - Giuseppe, piacere.
- Posso farle due domande? - Che è successo?
- Niente, stiamo facendo delle interviste per la sicurezza sui posti di lavoro. - Ah, ok.
- Battibecchi? - Nulla, no. Siamo anche amici con alcuni.
Mario, per esempio, è un mio collega da anni.
Le è mai successa qualche disputa tra colleghi?
Una volta, con un tizio... Però, mi scusi, devo proprio andare.
- Andavamo a festeggiare... - Non c'è mai stato uno spintone, una parola con un collega?
- Ma no, tutto bene, siamo amici. - Niente. Va bene. Grazie.
- Due battute, veloci... - (Uomo) Me ne vado a casa.
E' un attimo... è un attimo...
Va be', pessima idea venire qui. Andiamocene.
Luca!
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