A French Village

A French Village (Un village français)

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Season 7

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Un village francais S07E04
A Commentary by MovieTeam
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Published on: 2017-02-15
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The first 200 lines.

Corri!

Chiamate qualcuno...

- Che hai fatto? - Vieni. Maledizione. Vieni!

Ti avevo detto che ero un cattivo ragazzo.

Il soldato ti aveva fatto del male?

Torna a casa, Eléonore.

- E tu, dove andrai? - Non preoccuparti di questo.

Credi che sia morto?

- Sì, vai! Ciao. - Aspetta. Non puoi lasciarmi così.

E che dico a mamma?

Ma che ne so. Non ha nessuna importanza.

- È importante per me. - Me ne frego di te.

Mi hai coinvolta. Adesso non puoi più fregartene.

Maledizione, sei tu che sei voluta venire.

Non potevo certo immaginare che avresti fatto una cosa del genere!

Ma che dirò a Loriot!

Senti, non dire niente.

Neanche a tua madre.

Non dire neanche che eri con me.

Inventa una frottola.

Io non dico mai bugie.

E allora arrangiati e lasciami in pace.

Va bene. Inventerò qualcosa.

Va bene. Adesso, vai. Sparisci.

Vai!

Quando ci rivediamo?

Se ce n'è bisogno, ti troverò io.

Anch'io devo poterti trovare.

Se qualcosa dovesse andar male.

Se davvero hai bisogno di contattarmi...

chiama il 16 a Villeneuve.

Chiedi di Georges e gli dici che hai un messaggio per Victor.

- Chi è Victor? - Sono io.

Ma fallo solo se è molto importante.

Capisci? Molto importante!

- Bene, dai. Vattene. - Baciami.

Non così.

Non l'ho mai fatto diversamente.

Traduzione di Adribai

I quattro del Maquis*

A ogni modo, c'è qualcuno che lo sa.

È vero?

Perché continua ad insistere con la verità!

Lei è qui per difenderci, non per un corso di metafisica.

Per difendervi, io devo mentire.

E per mentire bene, devo sapere la verità.

È vero, sì o no?

Non risponda.

Signor Larcher?

Lei ha dichiarato sotto giuramento di non aver partecipato a quella lista.

Non so se si rende conto dell'effetto che produrrebbe una smentita.

Nessuno può provare niente.

- Signor Larcher! - La corte!

Riprendiamo l'udienza. Potete sedervi.

La parola al rappresentante del Pubblico Ministero...

per la sua requisitoria.

Signor Presidente,

ci troviamo davanti a un elemento nuovo.

E nel caso specifico, parlo di ciò che...

molte persone a Villeneuve hanno ricevuto per posta.

Questo processo dovrà diventare preda dei pettegolezzi?

Non si tratta di pettegolezzi. Sono delle lettere...

Oh, sì, come se ne scrivevano a migliaia ogni giorno sotto l'occupazione.

Anonime...

che denunciavano resistenti, ebrei!

La Repubblica andrà a scavare

nello stesso fango dello Stato francese?

Desidero interrogare di nuovo Daniel Larcher

sulla redazione della lista.

È contro la procedura. Le deposizioni sono chiuse da 16 ore.

Ai francesi non interessa la procedura. Vogliono la verità.

Vogliono la Repubblica!

E la Repubblica si basa sulle procedure.

Sono stato più che conciliante, ma le deposizioni sono chiuse.

Signor Presidente!

Signor Procuratore, sono obbligato ad accogliere le obiezioni dell'Avvocato Lévy,

la procedura è la procedura.

Le deposizioni sono chiuse ad eccezione di elementi nuovi,

e una lettera anonima...

fortunatamente non è un elemento nuovo.

Si dia luogo alla requisitoria e alle arringhe finali.

- Vi ascoltiamo. - Ho una dichiarazione da fare!

Le deposizioni sono chiuse!

No. Non vorrà impedire al suo cliente di rispondere, almeno.

Ho fatto la lista dei condannati comunisti col signor Servier nell'ottobre del '41.

- Signor Presidente! - No!

Grazie, Avvocato, ma è inutile.

Ho deciso di parlare.

Per favore. Per favore.

Di parlare. Infine. Di parlare veramente.

E nessuno potrà più fermarmi.

Ho fatto quella lista...

o quanto meno, vi ho partecipato. Sì.

Vi ho tolto un nome.

Ho lasciato che il signor Servier ne aggiungesse un altro.

È vero.

Noi abbiamo...

indubbiamente salvato la vita di dieci persone quel giorno, ma...

sapevo che non era giusto farlo.

Ho partecipato a tante di quelle cose che non erano giuste,

durante tutti questi anni...

Ho lasciato fare molte cose che non erano giuste.

I 120 ebrei della scuola.

Quegli ostaggi del '41

che sono stati fucilati.

Gli arresti.

Le torture.

Le deportazioni che hanno avuto luogo mentre ero sindaco.

A lungo ho pensato che non era colpa mia, che...

che questo accadeva malgrado me, contro di me. Ma...

col senno di poi e l'obbligo di riflettere a cui...

questo processo mi costringe, aspettando il vostro verdetto, adesso...

vedo le cose in un altro modo.

Volevo evitare il male.

E in realtà, io...

l'ho sostenuto.

Ma non sono il mostro manipolatore che descrive il Procuratore.

Io non ho né rapito un bambino,

né mandato suo padre a morire, né...

né informato la Gestapo.

Ma ho...

Come dire?

Ho...

Mi è piaciuto occuparmi degli altri..

In un momento in cui certamente non era possibile farlo bene.

E forse è un errore

che dovrò pagare, non so come.

Sì.

Ho collaborato.

Tra il '40 e il '42.

Perché il Maresciallo, capo di stato

regolarmente designato dal parlamento, me l'aveva chiesto.

Ma anche perché, all'epoca, ho creduto

di essere qualcuno che poteva fare del bene agli altri.

Ho peccato d'orgoglio, sì.

Mi sono sentito superiore agli altri.

E di conseguenza,

nella mia funzione, ho lasciato fare delle ingiustizie.

E anche delle cose orribili.

Ma...

l'armistizio e il maresciallo costituivano l'unica soluzione agli occhi di tutti.

E dico proprio "di tutti".

E sfido chiunque in questa sala

a contraddirmi su questo punto.

Mi hanno chiesto di esserci,

e ci sono stato.

E le persone erano contente, all'epoca, che ci fossi io.

Allora, sì...

ho partecipato a quella lista.

Sì, ho mentito a questo proposito,

e ne pagherò le conseguenze nel modo che deciderete, ma...

non sono...

né un traditore...

né un mostro...

né un manipolatore.

Solo un uomo.

Un uomo che si è forse un po' sbagliato su sé stesso.

Grazie di avermi ascoltato.

In un tribunale la sincerità non serve a niente, signor Larcher.

Ma non può immaginare quanto faccia bene!

Quello che soprattutto io vedo, è che adesso il procuratore la farà a pezzi.

Complimenti! Pensavo che non ce l'avresti mai fatta.

L'hai seguito al giardino e l'hai ammazzato...

- ...così? - Già.

Non ti ha scoperto?

Stava cuore a cuore con la sua ragazza.

- Lei ti ha visto quando hai sparato? - Eh, sì, per forza!

Ti riconoscerebbe?

Che vuoi adesso?

Non potevi aspettare che fosse solo?

Quando era solo, non avevo alcuna possibilità.

Mi conosceva.

Mi avrebbe visto arrivare da tre km di distanza.

Risultato, la sua ragazza fornirà la tua descrizione.

Io penso che dobbiamo dividerci.

E allora?

Uccidiamo Gus perché se viene beccato

rischia di tradirci? È così?

- Non ho detto questo. - Ma lo pensi.

Ci volevano le palle per uccidere Tom.

Gus è pulito.

Ha pagato la sua ammenda.

C'è una morale nella nostra professione, Aristide.

Bisogna che tu l'impari velocemente.

Bene!

Comunque dovresti nasconderti per un po'.

- Sai dove andare? - Sì.

Ma non più di tre o quattro giorni.

- E poi? - Poi vedremo.

Perfetto.

Tu ti metti al sicuro. Lasciamo passare tre giorni e facciamo il punto.

Lei osa dire che l'armistizio e il maresciallo

erano l'unica soluzione, nel '40, agli occhi di tutti.

L'unica soluzione.

Che asserzione!

Non la seguo.

Ma insomma...

lei avrà sentito parlare di un certo generale de Gaulle,

in ogni caso.

Ma io parlavo dei francesi che erano rimasti in città.

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