The Protagonists

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A Commentary by Moudy0007

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Published on: 2025-01-15
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The first 200 lines.

Durante la guerra tra il bene e il male,

lo spettatore è quasi sempre attratto dal trionfo del male.

I crimini che attirano l'interesse più morboso sono i più violenti.

Dato che gli assassini sono rari, esseri a parte,

è naturale che tutto l'interesse si concentri su di loro.

Chiunque può diventare una vittima;

a cadere sotto la scure del crimine possono essere innocenti e colpevoli,

ricchi e poveri,

con l'imparzialità di un raid aereo.

L'assassino, quando commette un crimine non premeditato,

di solito lascia qualche traccia nella frenesia del momento.

È quindi sempre interessante seguire le piste

e conseguentemente ascoltare tutti quei cliché

sull'amore, la slealtà,

la gelosia, i bambini, i sogni infranti,

il martello o il coltello utilizzato...

Ascoltare tutto questo...

e pensare che le vittime avremmo potuto essere noi.

Le vittime, o gli assassini.

THE PROTAGONISTS

Jhelisa.

Nulla è reale.

Tutto è consentito.

Quindi eccoci qui.

Amici e amanti.

Cuori pulsanti.

Tutti colti in questo momento felice.

Perché a tutti piacciono gli amanti.

A tutti piacciono gli innamorati.

Non è forse vero?

Le cose cominciarono così.

Con un viaggio.

Il viaggio di una troupe cinematografica da Roma a Londra

in un caldo giorno d'estate.

CASA DELLA TROUPE, HIGHGATE, LONDRA

Ciao. Ciao, Xavier.

Come stai?

Avanti, avanti.

Si riuniscono nuovi e vecchi amici.

Andammo in giardino, dove c'era un tappeto e del tè.

Guarda.

Oh, guarda, chi è?

È Toby.

Guarda, un orsacchiotto.

Una sera, nel gennaio 1994,

esattamente quattro anni e mezzo fa,

due studenti molto abbienti

decisero di commettere il crimine perfetto:

scegliere un perfetto sconosciuto

e ucciderlo.

Vanno a Londra in autobus e, qualche ora più tardi,

vicino alla stazione della metropolitana di Bayswater,

incontrano la loro vittima.

Salgono sulla sua macchina,

lo costringono a fermarsi un po' più avanti

e lo uccidono.

Dopo il delitto, tornano alla loro vita di studenti.

Circa dieci mesi dopo, vengono condannati all'ergastolo.

Ci siamo ritrovati

per girare questo film sulla curiosità che ci suscita questo caso.

Per motivi legali, non ci è consentito usare i nomi degli assassini.

Ma il nome della vittima sì:

Mohammed El-Sayed.

LONDRA THE PROTAGONISTS, OGGI

NPL - NEWSPAPER LIBRARY, COLINDALE, LONDRA

Dopo aver parlato all'infinito di omicidio, quattro anni fa

io e Luca, ognuno per conto suo

e in Paesi diversi, rimanemmo affascinati dal caso.

Fu qualcosa del livello di freddezza a cui aspiravano gli assassini

a colpire la nostra immaginazione.

E ora siamo nella Colindale Newspaper Library,

il luogo di Londra dove puoi scoprire qualsiasi cosa sui giornali.

E Fabrizia ci sta aiutando nelle ricerche.

Vediamo come sta andando.

- Come procede? - Forse c'è qualcosa.

Qui.

Nelle condanne penali.

Un uomo che ha violentato e abusato della figlia di tredici mesi

per tre ore mentre era ubriaco.

Ergastolo.

Schizofrenico che ha attaccato una casalinga con una mazza da baseball.

Ecco qui, ok.

Due adolescenti condannati per l'omicidio del cuoco Mohammed El-Sayed.

Condannati all'ergastolo l'8 novembre dall'Old Bailey di Londra.

Sì. El-Sayed, Mohammed.

Due adolescenti di Oxford condannati per aver ucciso

un uomo a coltellate a West London il mese scorso.

È stato un processo interessante.

Probabilmente il mio primo grande processo.

E durante l'arringa di apertura,

quando l'accusa cominciò a spiegare che i due accusati erano ragazzi modello,

frequentavano buone scuole, venivano da contesti stabili

e avevano ucciso qualcuno

dopo essersi immaginati di essere nelle forze speciali

beh, per i giornali fu un colpaccio.

Era tutto fuori di sesto in questo crimine.

Erano due ragazzi perfettamente normali.

Eppure il crimine, questo omicidio, era talmente efferato che non collimava.

Non erano due persone che avrebbero ucciso sicuramente.

Penso che il problema sia nato dal loro incontro.

Due agenti chimici, che da soli sono del tutto innocui,

ma che mischiati diventano un composto esplosivo.

Come in questo caso.

Sean, questo è stato il tuo primo grande caso.

Che effetto ha avuto su di te?

La cosa che mi colpì di più

era questo senso di spreco, perché questo crimine si poteva evitare.

E purtroppo, come giornalista, a volte lavori a storie terribili,

ma è un lavoro entusiasmante e affascinante

perché è la storia del momento e tu sei al centro di tutto.

Quindi a volte puoi scordarti che ci sono altri problemi in ballo.

E tutti si entusiasmano quando accade qualcosa di tragico o importante

perché sarà perfetto per i titoloni.

Fino a quando non lo portarono in cella,

uno dei ragazzi

era ancora convinto di essere un paracadutista o nelle forze speciali.

Ed era ancora convinto, fino a quell'esatto momento,

prima che lo scortassero in cella per scontare l'ergastolo,

che le forze speciali avrebbero sfondato la finestra

e l'avrebbero salvato.

E questo fa capire fino a che punto i due fossero convinti di questa storia.

"Una maggiore età all'insegna della violenza.

"Lasciando da parte l'accoltellamento di uno sconosciuto in un parcheggio

"lo scorso gennaio, per cui ha appena cominciato l'ergastolo,

"l'assassino anonimo numero 1 è sempre stato un ragazzo molto educato.

"Gli piaceva piacere.

"L'altro, il caro amico che si fece quando ripeté gli esami

"e che sta scontando una pena simile, era molto diverso.

"Fischiava rumorosamente sull'autobus per infastidire gli altri passeggeri,

"indossava un cappellino degli Chicago White Sox,

"ma aveva modificato 'Sox' in 'Sex',

"indossava sempre occhiali a specchio,

"nei negozi circuiva e fissava le commesse".

Sono queste le informazioni che moriamo dalla voglia di sapere.

Forse vogliamo conoscerle per convincerci che fossero strani

o forse per convincerci che fossero banali.

Ma a me sembra che

forse non dovremmo cercare di capire che persone erano,

ma quelle che non erano.

Perché gli manca qualcosa.

Gli manca quella cosa che impedisce a noi

di fare quello che hanno fatto loro.

Uccidere.

Eppure potremmo farlo tutti in qualsiasi momento.

Stiamo intervistando Jerry Alford,

l'ispettore incaricato di indagare sul caso,

e Richard South, un membro del team delle indagini.

Jerry, perché siamo qui?

Dove siamo?

Siamo nel bel mezzo di King's Cross

e ci troviamo qui perché è proprio la zona in cui vennero i due

subito prima di commettere l'omicidio.

Vennero qui in metro da...

Credo che siano arrivati a Victoria in autobus.

- E poi fino a qui in metro. - Esatto.

Autobus fino a Victoria e poi qui in metro.

E cosa fecero mentre erano qui?

Fecero qualche giro in cerca, dissero,

di un magnaccia o di uno spacciatore da uccidere.

Ed entrarono in un pub, il Flying Scotsman.

E chiesero persino a una prostituta

se sapeva dove potevano trovare un magnaccia, pensate.

Non era pericoloso, girare per King's Cross e...

Certo, se non conosci la zona.

Molto pericoloso.

A quanto ho capito, quando trovaste il corpo di Mohammed El-Sayed

non avevate piste.

Esatto, non c'era assolutamente alcun indizio.

Lo trovammo in macchina e le uniche cose che mancavano

erano gli occhiali da vista e le chiavi della macchina.

E non avevamo alcuna pista.

E dopo quanto tempo confessò l'assassino anonimo n. 1?

Quasi un mese, quasi un mese giusto.

Quindi per un mese seguimmo un sacco di piste diverse,

un sacco di ipotesi diverse che ovviamente erano del tutto sbagliate.

Come andò la confessione?

- Ci racconti di quel colloquio. - Scioccante.

Sì, un'esperienza assurda.

Davvero, una di quelle esperienze che ti cambiano la vita

perché gli chiesi solamente di dirci cos'era successo

e lui continuò a parlare per ore.

In tutti i miei anni in polizia, non avevo mai parlato con nessuno

che avesse reso una confessione così lunga per crimini tanto gravi.

E che atteggiamento aveva durante la confessione?

Era impassibile, assolutamente impassibile.

Parlava senza alcuna emozione, in modo molto pragmatico.

Era come se leggesse un copione.

Jerry, Richard, volevo chiedervi...

questo caso risale a quattro anni e mezzo fa.

Cosa avete pensato quando vi abbiamo chiesto di partecipare al film?

E perché avete accettato?

Io sono qui perché, almeno per me, è stato davvero uno spartiacque.

Una cosa unica.

E con persone completamente fuori dall'ordinario.

Secondo me è una storia che bisogna raccontare.

Com'è essere ripresi?

Strano, strano.

Mi hanno intervistato un paio di volte in TV per questo caso, in realtà.

Ma non credo che ci si abitui mai.

E questa volta è diverso?

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