Our Time is Now

Our Time is Now (Vår tid är nu)

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Season 1

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Vår tid är nu S01E02
A Commentary by MovieTeam
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Published on: 2017-10-17
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The first 200 lines.

Il ristorante è a corto di liquidi.

In questo momento aumentare il fido è impensabile.

C'è la pace!

- Ahi! - Scusi, signorina!

Che tipo insolente!

- Lei è lo chef Backe? - Sei in ritardo.

Salve. Lavora qui?

Non sai chi è lei?

- Non metto a rischio il mio stipendio per... - Una scopata?

Il ragazzo cucina bene, è carino e educato. Lui resta.

Ti licenzierai prima della fine della settimana.

- Sai che progetti ha Peter? - Hai paura della concorrenza?

No. Spero solo capisca che gestisco io il ristorante.

C'è un'altra opzione che potrebbe essere vantaggiosa per entrambi.

Buoni.

È molto rischioso.

Agosto 1945

- Era tutto di suo gradimento? - Sì, come sempre.

- Mi concederò anche un caffè. - Fa proprio bene, direttore.

- Sono cinque anni che patisco la voglia. - Come tutti gli svedesi.

Ecco... forse potrei aiutarla, direttore.

Noi ci prendiamo cura dei nostri clienti più fedeli.

Sì.. la cosa mi interessa molto.

- Possiamo parlarne nel mio ufficio. - Grazie, Löwander! Grazie!

Grazie.

"Voilà!"

Non mi avevi detto che il ristorante era così grande.

"Scusi? Ha un tavolo?"

Peter!

- Come va? - Bene! Che bello vederti!

- Ma non dovevi arrivare oggi! - No, ma sono partito prima.

- Fantastico! Hai già visto mamma? - Non ancora. Questa è...

Suzanne, un'amica di Värnamo. Lui è mio fratello Gustaf.

- Piacere. - "Bonjour."

- L'Orlov è libero? - Sì, è libero.

- Bene. Ci vediamo più tardi. - Certamente.

- Bentornato a casa! - Grazie. È bello essere a casa!

Traduzione di Lexlex

Episodio 2

IL RITORNO A CASA

No, no! Come cazzo sali?

- Eh? - Faccio così, chef.

No, no! Ci sono grumi dappertutto!

Ecco! Non hai imparato niente all'Hasselbacken?

Le prometto che mi eserciterò, chef.

Perché sta sempre a riprendere Calle?

Quando Scheggia prende di mira qualcuno, non la smette più.

- Ma è tutta l'estate che va avanti. - È tenace.

Ethel.

Peter.

- Come sei magro! - Smettila.

- Non ti davano da mangiare? - Sì.

Ma sognavo le tue aringhe ogni notte.

Lei è Suzanne, un'amica di Värnamo.

- Salve. Suzanne. - Ethel.

- Mica avresti un lavoro per lei? - Beh...

Ho lavorato in cucina. So lavare i piatti.

- So... come si dice? - Sminuzzare.

- E quando può iniziare? - Domani.

Allora siamo d'accordo.

E messa peggio di come la ricordavo.

No, va benissimo.

Grazie.

- Non sarei dovuta entrare con te. - Perché?

- Si domandano chi sono. - Gli ho detto che sei un'amica.

- La pensano diversamente. - Lasciaglielo pensare.

E tuo fratello...

- Sembrava perplesso. - Lui è solo... non preoccuparti.

Grazie di tutto, Peter. Veramente.

Adesso ti lascio un po' in pace.

Stasera cenerò con la mia famiglia. Tu che vuoi fare?

Posso farti portare qualcosa dalla cucina.

Peter, me la cavo da sola.

Lo so.

- A presto. - A presto.

- Fine della discussione! - Il quadrimestre inizia tra due settimane.

- Mi hai iscritto contro la mia volontà? - Certo. L'ho fatto già a febbraio.

Non so più come dirtelo! Non ho intenzione di andare in quella scuola!

- Non ti lascerò bighellonare un altro anno! - Ma mi occupo del salone delle feste!

E con questo cosa vorresti dire?

Smetti di insistere, altrimenti me ne vado di casa.

- E dove andrai? - Io e Agnes andremo a stare a Kungsholmen.

- Tu e Agnes a Kungsholmen? - Sì, perché?

Per scioccare tua madre devi mentire in maniera più credibile.

Ehi!

Peter!

- Perché non hai detto niente? - Perché le sorprese fanno sempre piacere.

Che sorpresa! Vieni qui! Finalmente, ragazzo mio!

Ciao, mamma.

- Adesso non piangere, mamma. - No.

- Non andartene mai più. - No, mai più.

Mi sei mancato così tanto!

- Chi porta la cena alla signora sul tetto? - Calle! Almeno non sta tra i piedi.

Sarà fatto, chef.

Sbrigati, su!

- Serata tranquilla, eh? - Sì.

Senti, devo fare una commissione. Puoi occuparti del 3 e del 4?

- Sì, certo. Però dillo a Bellan. - Grazie.

Deve arrivare qualcuno nel mio reparto?

Perché, Margareta?

Devo fare una telefonata. Ci metto due minuti.

Mi copre Lilly.

- Subito? - Se posso.

- Nel bel mezzo della cena? - Pensavo che...

In qualsiasi momento potrebbero entrare 25 persone

che sono state all'Opera ad ascoltare Wagner.

E che stanno morendo di fame.

Farò in fretta.

Perché è tanto importante questa telefonata?

Non importa.

- Adesso cosa hai intenzione di fare? - Voglio studiare legge.

- Vuoi diventare avvocato? - Forse sì.

Non pensavo ti interessasse.

È stata la guerra. Voglio studiare diritto civile.

Un brindisi alla giurisprudenza!

Darei volentieri una mano con il ristorante, se ne avete bisogno.

Non ti preoccupare. Io e mamma abbiamo tutto sotto controllo.

Ecco che arriva il futuro del ristorante.

Adesso esagera, signora Löwander.

- Ho scordato il suo nome. - Carl.

- Carl fa un toast fantastico. - Mi fa piacere che se lo ricordi.

Ma il merito per la cena di stasera va allo chef Backe.

È anche educato e modesto.

Ti pareva...

- Signorina Löwander. Come va? - Bene.

- Ha passato una piacevole estate? - Molto.

Mi fa piacere.

- Dove trovo una ciotola per i cetriolini? - Nella credenza.

Grazie.

- Che c'è? - La tua espressione mi disturba.

Sono fatto così, le chiedo scusa.

Pensi che mi sia versata addosso il vino per poter stare sola con te.

Non ci avevo pensato. Però è interessante.

Ce la fai a cercare la ciotola senza aprire bocca?

- Voglio solo dire una cosa. - Non voglio ascoltare.

- Sei già stato in cucina a salutare? - Sì.

- Ethel è riuscita a non piangere? - Con fatica.

Ha sempre avuto un debole per te.

Da piccoli, quando Gustaf se la prendeva con te,

- non credeva mai che la colpa fosse tua. - Infatti non era mai colpa mia.

- Poi hai trovato la chiave dell'Orlov? - Sì.

- A cosa ti serve? - Devo aiutare una persona di Värnamo.

Come hai detto che si chiama? Sonja?

- Suzanne. - Suzanne, giusto.

- Ah, è una donna? - Sì, è francese.

Ebrea.

È scampata a un campo di concentramento. Ho promesso di aiutarla.

Quello che hanno fatto i tedeschi è una cosa orribile.

È arrivata sei mesi fa al campo profughi di Småland. Non ha più nessuno.

È bella?

- E questo cosa c'entra? - Sì, è bella. Molto affascinante.

- L'hai conosciuta? - Sì.

Beh, forse non è proprio bella. È carina, ha un che di esotico.

- Ah, sei innamorato? - No, non sono innamorato.

Voglio aiutarla. Ho aiutato anche altri.

A una famiglia ho dato tutto il mio stipendio militare.

- Che bel gesto. - Voi avreste fatto lo stesso.

Se aveste visto ciò che ho visto io.

- Abiterà nell'Orlov? - Sì, e lavorerà per Ethel in cucina.

Ethel le ha trovato un lavoro?

- È un problema? - No, ma potevi chiedere prima a me.

Va bene.

- Grazie per stasera. - Ciao, Peter.

È meraviglioso riaverti a casa.

Quella donna la voglio fuori dal ristorante il prima possibile.

- Peter! - Ehi, Sigvard! Ciao!

- Ne è passato di tempo. - Che piacere vederti.

- È tanto che sei tornato? - No, la settimana scorsa.

Voglio studiare giurisprudenza.

- E tu? - Mi sono congedato a aprile.

Adesso sono da Handels.

Il giorno della liberazione ero al Djurgårdskällaren.

Tua sorella ha dato una festa.

- C'erano tutti. - Tutti tranne me.

Per parafrasare Mark Twain:

"La notizia della sua morte è fortemente esagerata."

- Sai se Nina è fidanzata? - Non che io sappia.

Scusa, ma non ho capito questa cosa di Mark Twain.

- Cosa? - "La notizia della sua morte...?"

Avevo sentito che il ristorante aveva dei problemi.

- Che genere di problemi. - Non lo so. Che non gira, credo.

Magari si riferivano ad un altro ristorante, non avrei dovuto dirtelo.

- Va come sempre. - Certo.

- Come va, direttore? - Bene, grazie.

Niente di spiacevole, vero?

- Come posso esserti utile? - Hai bisogno di rifornimento?

Per Dio! Chiudila! Un po' di discrezione.

Sono arrivati ieri da Sundsvall, direttamente dal comitato di crisi.

Ne ho ancora alcuni.

- Solo alcuni? - Sì. C'è grande interesse.

Beh, te l'avevo detto. Non ne vuoi altri?

- Non ho contanti, purtroppo. - Per quello non c'è problema.

La quantità dell'altra volta?

Questa attività è temporanea. Lo faccio finché non avrò saldato il debito.

Sì, sì... sei tu che decidi, Gustaf.

Ci siamo visti a giugno durante un convegno militare. Era sano come un pesce.

- A quell'età si fa presto. - Che gruppo vivace...

August. August!

Essendo stato il suo superiore per molti anni,

vorrei dire alcune parole.

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