The first 200 lines.
Mi è capitata una cosa curiosa, settimane fa.
Nella campana della carta,
con un "Venerdì" e diversi "TV Sorrisi e Canzoni",
ho trovato il diario di una bambina.
Il fatto di essere scritto in penna verde
me lo fece liquidare come non interessante.
Lo presi solo all'idea di poter colmare
le diverse decine di pagine lasciate sgombre con utilità.
Inizio a leggerlo un pomeriggio.
Dopo essermi abituato alla calligrafia acerba e sognante,
segnalo a me stesso che ne sono interessato.
Non resto colpito dai fatti in sé,
ma dalla sensazione di misteriosa reticenza che mi provocano,
come se non tutto fosse effettivamente su carta,
eppure presente con pesantezza.
l fatti banali evocavano all'uomo banale con cui non fatico a identificarmi
sensazioni di ritrovata intensità, molto oltre la qualità delle righe.
Sento sincera amarezza all'interrompersi delle pagine.
Vorrei tutto quel resto che sento emergere,
o anche solo altre sconclusionate righe di fanciullesca inconsapevolezza
su cui meditare.
Arriva a un determinato punto, poi non scrive oltre,
senza preavviso e senza scrivere che non avrebbe più scritto.
Forse ha trovato un diario migliore, o una vita migliore.
Fatto sta che io quel diario l'ho tenuto e l'ho continuato,
perché quella vita mi piaceva.
Quanto segue è ispirato a una storia vera.
La storia vera è ispirata a una storia falsa.
La storia falsa non è molto ispirata.
Le immagini che state per vedere sono scioccanti.
<Un massacro familiare si è consumato oggi pomeriggio a Spinaceto.
<Secondo la ricostruzione, i genitori di una bambina di pochi mesi
avrebbero ucciso la neonata affogandola nella vasca da bagno.
<Pochi minuti dopo,
si sarebbero gettati dal balcone della stanza in cui pernottavano.
<Entrambi i genitori sono deceduti.
<Nella stanza della giovanissima coppia
sono state rinvenute diverse scatole di ansiolitici e antispastici.
<Altri ospiti della struttura avrebbero sentito i due genitori discutere
e minacciare l'uno il suicidio all'altro.
<Nessuno sarebbe intervenuto, perché...
Abbiamo lanciato un nuovo sapone per pelle ipersensibile,
un prodotto schiumogeno, per niente aggressivo.
<Ho collaborato in prima persona sia all'idea che alla realizzazione.
<Come se non bastasse, una nuova serie di shampoo.
<Shampoo pensati per gli occhi dei bambini, perché non pizzicano.
Uno può pensare: "Stressante, come attività."
Però, se hai un lavoro, devi sempre cercare di raggiungere nuove vette.
Se no che cazzo viviamo a fare?
"Vuoi continuare per il resto della vita a vendere acqua zuccherata"
"o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?"
Steve Jobs. Che grande. Ho letto il libro, "fermate".
Io ultimamente le uniche letture che mi posso permettere
sono gli annunci di lavoro.
Che lavoro cerchi?
Qualsiasi cosa. Una cosa adeguata...
Anche perché ormai sono fermo da mesi.
Anche al cervello non fa bene.
Non mi sembra che stai fermo. Corri sempre.
Dove? Dentro casa!
<Non vedi che faccio il casalingo? Lavori tu! Non lo so...
Facciamo una cosa, parliamo di cose belle.
Ragazzi, andate a prendere le pagelline?
Hanno preso belle pagelline.
No, là, là.
Comincia tu.
Italiano, dieci. Inglese, dieci. Seconda lingua comunitaria, dieci.
Storia, dieci. Geografia, dieci. Matematica, dieci. Scienze, dieci.
Tecnologia, dieci. Musica, dieci. Arte e immagine, dieci.
Scienze motorie e sportive, dieci. Comportamento, dieci.
Tutti dieci.
Italiano, dieci. Inglese, dieci. Storia, dieci. Geografia, dieci.
Matematica, dieci. Scienze, dieci.
Tecnologia, dieci. Musica, dieci. Arte e immagine, dieci.
Scienze motorie e sportive, dieci.
Comportamento...
Nove.
Viola invece deve fare ancora qualche piccolo sforzo.
Deve correggere due piccole insufficienze, ma ci stiamo lavorando.
<È che il suo insegnante di sostegno è un coglione.
- (Susanna) Dai... - (Pietro) Non è un coglione, è stupido.
Magari è bravo con gli handicappati, ma non con i bambini normali.
È vero, è un po' stupido.
Che guaio, eh?
"Una volta mi piaceva il mercatino,"
"ma gli ultimi sono diventati mosci."
"Non ti incuriosisce vedere che vendono i vicini, è sempre la stessa roba."
"Nessuno compra e ci si scotta solo la faccia."
Quanto costa?
Tipo... un sacco di soldi.
- Tu quanto hai? - (Dennis) Niente.
Non basta.
Sì, ma quanto costa?
Trenta euro.
- (Dennis) Mi dai 30 euro? - (Bruno) Eh?
- (Dennis) Mi dai 30 euro? - (Bruno) Che devi farci?
- (Dennis) Una cosa didattica. - (Bruno) Chiedili a tua madre.
Mamma, mi dai 30 euro?
Giusto perché abbiamo venduto già due cose.
<- Porta il resto, eh. - (Dennis) Ok.
Oh, mica lo so se costa davvero 30 euro.
Potrebbe valere molto di più.
Andiamo a chiedere a mamma.
"Aò", mamma.
Quanto costa quel coso...
Del metallo, il... detector?
Costa 15 euro.
Senti.
Visto che ti avanzano un sacco di soldi...
non è che ti va di...
Eh?
Vaffanculo, va'.
Bello mio! Dai, che fra poco stai meglio.
Se non si chiamava "soppressione", si faceva più normalmente.
"Pacificazione", anzi no, "riappacificazione".
Anzi no.
Geremia, dai che questo è un momento tra voi due, su.
Saluta Bau l'ultima volta.
Saluta! Con la manina, fai ciao!
Geremia, su, non fare così!
Purtroppo ha una malattia che gli fotte la testa. Andiamo!
Ha capito che lo hai salutato. Lo sa che gli vuoi bene, fidati.
Andiamo. Forza.
Oh!
Si è svegliato.
Ti ricordi com'era una volta? Stava sempre mogio.
Birbantone!
Guardalo, sta piangendo.
Meglio la rabbia della depressione. Mica no.
Bau, dai che ti porto in villeggiatura.
Io massimo due ore e torno.
Vado a prendere la pizza. Tu crostino, no? E un paio di rustici.
Gioca a pallone, resta qua. Tranquillo, ok?
Andiamo, Bau!
Ma', è finito quel cazzo di sugo!
Tu sei finita.
Insomma, quella è la sala professori, quindi è anche la mia.
Così quello è l'unico frigo che ho quando sono al lavoro.
Se ci metto qualcosa di mio,
non significa necessariamente che diventa condiviso con tutti.
Altrimenti significa che uno non si può neanche più portare il cibo da casa
e deve passare l'ora di pausa a infilare euro su euro
in quel cazzo di distributore, no?
Dai!
Guerrini! Spastico! Che hai?
Serve un extra in trattoria, parto subito.
"Oggi è finito il mio primo anno di scuola media."
"Per le vacanze, ci hanno dato da leggere 'Il fantasma di Canterville'."
"L'ho già letto, ma non l'ho detto a nessuno"
"per evitare di fare i riassunti agli altri."
"Quest'estate ho da fare molte cose. Forse mi innamorerò, come l'anno scorso."
Aò, coglione.
<Levi i piedi?
Me ne lasci uno?
Va bene.
È buono?
Aò, e ridi!
Quand'è che nasce?
Fra due mesi.
Ma...
tu sei proprio sicura di voler avere un figlio?
Vaffanculo!
Il corso di flauto com'è andato?
Mi è sembrata una cosa un po'... amatoriale.
- Ah. - (Dalila) Il padiglione non era attrezzato.
C'è stata un'ora di buco prima che arrivasse il maestro.
Aveva fatto tardi.
Va bene.
Cambiamo, allora.
No?
Tanto è pieno di corsi.
È pure buono se i ragazzi...
imparano una serie di cose diverse.
Un po' di duttilità.
Col fatto che la prima lezione è gratuita...
No?
- Aò. - (Dalila) Aò, Dennis!
Sputa.
Tie', bevi un goccio d'acqua.
- (Dalila) Si sta strozzando! - Tieni!
- (Dalila) Si sta strozzando! - Che cazzo devo fare?
Aò, sputa!
Sputa!
- (Dalila) Si sta strozzando! - Che cazzo devo fare? Sputa!
Sputa!
- (Dalila) Stai bene? - Davvero.
No, calma.
Alessia...
Ale', calma.
Aò!
Aò, non è successo niente, dai.
Ma che è successo?
Che è successo?
Dai, oh.
Dai, che è andata bene, su.
Forza.
Dai, amore, calmati, su.
Dai, mangiamo, su.
Ho pure fame.
Che cazzo di storia.
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