The first 200 lines.
Silvio Berlusconi ha vinto la sua battaglia.
Consentitemi di dire che l'ha vinta con grande coraggio,
quasi contro tutto e contro tutti. Perché?
Perché l'ha vinta contro la gran parte della stampa,
dell'informazione radiotelevisiva,
e anche contro molti che gli consigliavano in amicizia
di non fare questo passo.
Credo di non svelare nulla di particolare
dicendo che ho ricevuto oggi da lui una telefonata
quando stava partendo per Roma
per raccogliere questo successo strameritato.
Una telefonata, mi permetto di dire, da amico ad amico.
< Parlava già da politico
e già si creava una separazione di fatto
fra lui che è stato il mio editore
e io che sono il direttore di una testata della sua informazione
che qui per 5 anni ho potuto lavorare in piena libertà.
- Che dici? - E che vuoi dire?
< Prendo fiato... - È andata così. - Mh. È andata male.
< Mentana: Mi pare che rispetto alle promesse dei dirigenti del PDS,
ci sia stata scarsa partecipazione al dibattito... - Un'assenza totale.
Evidentemente l'imbarazzo degli ultimi dati
fa sì che non vogliano commentare i dirigenti.
Abbiamo chiesto che scendessero, ma non è stato possibile.
Insomma preparati, no? Preparati!
Se vinci, ti prepari un discorso, un vestito, una faccia, scendi e parli.
Se perdi, tanto abbiamo sempre perso, no?
Scendi e fai una dichiarazione ferma e dignitosa.
Sono le 23:30, ancora non si vede nessuno.
La sera del 28 marzo del 1994, quando vinse la destra,
per la prima volta in vita mia mi feci una canna.
Marijuana. Che vuoi fare?
Gli raccontavo che mio figlio all'asilo,
quando gli avevano chiesto che mestiere faceva suo padre,
aveva detto: "Mio papà aggiusta le televisioni".
< Ho detto: "Devo spiegargli", e gliel'ho spiegato in questi giorni,
"che il papà non avrà più tempo di aggiustare le televisioni"
"perché probabilmente dovrà aggiustare l'Italia".
Sì, in Francia abbiamo seguito le vostre elezioni.
- Il capo del Governo ha 3 reti televisive? -Sì.
In Francia non si potrebbe.
- C'è una legge... Non avete la legge antitrust? - Sì e no. Più no che sì.
È questo che vorrei capire: come gli italiani vivono questa situazione.
Vi rendete conto? C'est amusant, c'est très pittoresque.
Una democrazia con il partito fascista al Governo.
Beh, insomma, in quel partito è in atto una trasformazione.
< Ils ont changé le nom, ce sont les mêmes, sono gli stessi.
< Monsieur Moretti, vous devez faire un documentaire sur l'Italie.
Sulla politica. Pieno di humour, ma anche fatto con senso civico.
< Voi non avete più la memoria.
< Il vostro Paese deve ricominciare a riflettere su se stesso.
< Moretti: Sì, "il nostro Paese deve riflettere su se stesso",
mi rimprovera il giornalista francese.
< In questo periodo, dopo la vittoria della destra alle elezioni,
c'è un gran parlare della Resistenza, delle ragioni dei partigiani,
ma anche delle ragioni dei fascisti.
< l morti da una parte e i morti dall'altra,
le ragioni degli uni, le ragioni degli altri.
< Come per reazione il 25 aprile,
l'anniversario della liberazione dall'occupazione nazista,
a Milano c'è una grande manifestazione
e decido di andare a filmarla, ma piove sempre
e riesco a inquadrare solo ombrelli. Ombrelli... e ombrelli.
(BRUSIO. TAMBURELLARE)
(MANIFESTANTI CANTANO "LE TRE BANDIERE")
< Moretti: È passato un anno e mezzo dalle elezioni del marzo '94
e il Governo della destra è caduto. Non c'è più.
< Io sto ricominciando a preparare un film musicale
a cui penso ormai da molti anni,
una storia in costume ambientata negli anni '50.
Sto tornando su un vecchio progetto di un film su un pasticcere...
- Non credo di avertene parlato. - Sì, 9 anni fa. - Ah! Già parlato!
Feci anche la prova costumi. Li ho ancora a casa, dovessero servire...
Non so, è un po' presto. Comunque ho uno strano rapporto:
mi avvicino, comincio a lavorarci, lo preparo e poi mi allontano.
- Io lo trovo un soggetto molto valido. - Ah, sì? -Sì.
Lo sento molto: il corpo, la danza...
Presi anche lezioni di ballo. Il maestro era contento.
Venisti anche tu una volta.
Ho rinunciato al film di Luchetti per fare questo film, ricordi?
- Va bene, comunque... - Non s'è fatto, vabbè, insomma...
Succede.
Anzi, senza sentirti obbligato in nessun modo. Sai che faccio stasera?
- Telefono al maestro di danza. - È un po' presto.
- Non mi sento impegnato minimamente. - Siamo all'inizio...
È un'esigenza mia, per sciogliermi un po'; sai, 9 anni fermo...
Novità, no, le solite cose. Silvia traduce,
io sto preparando un film che forse farò non so quando.
Novità d'altro tipo, niente, tutto a posto. Eh?
Silvia sta bene, sì.
Ho capito che sai tutto, sì, ci giri intorno, ci giri intorno...
Grazie, grazie.
Sì, lo sappiamo che ci cambierà la vita. Meglio, no?
Sono pronto, Silvia è pronta, siamo tutti pronti. Te la passo. Ciao.
Pronto? Ciao! Bene, tutto bene.
Sono alla fine del terzo.
Un po' di nausea, ma niente di che.
Nanni però ogni tanto ha delle perdite di equilibrio.
Allora che ti ha detto?
Che devo stare tranquilla, non affaticarmi, stare un po' a riposo.
- Riposo assoluto. -Quello no. - Stare il più possibile a casa.
Sì, magari mettere la televisione davanti al letto.
La televisione davanti al letto non mi piace tanto.
- Dovrebbe nascere a metà aprile. - Il tempo scade il 13.
- Emma Thompson è nata in quei giorni. - Jack Nicholson, Al Pacino.
- Speriamo che non diventi un attore. - Che discorsi sono?
- Beh, insomma... - Noi gli impediremo di fare l'attore. - Glielo impediremo.
Questo cappotto via. State un pochino più larghi.
- La macchina da presa sta qua. < Andrea: Un po' più in profondità.
< No, scusa, loro due e tu vieni qua. - L'automobile un po' più qua.
- Andrea: Sì. - Un metro. -Indietro? Vieni indietro di un metro?
< Moretti: Finalmente il musical. Oggi è il mio primo giorno di riprese.
- Con la giacca? < Assistente: Proviamo senza?
Sì, meglio senza.
No...
< Andrea: Nanni, facciamo partire il playback? -Sì, sì.
< Nicola, vai!
< Moretti: È l'ora di pausa e tutti vanno a mangiare.
< Io non ho ancora girato nemmeno un'inquadratura.
< Eppure ieri me le ero preparate tutte, una a una.
- Moretti: Angelo! < Dimmi.
- Senti, io non so se sono in grado di girare... - Perché dici così?
No, di girare un film musicale. Non so se me la sento.
Dobbiamo rimandare anche stavolta. Diglielo tu, non ho il coraggio.
Non me la sento, non ho il coraggio.
Andrea, andiamo a casa. Marcello, abbiamo finito.
- Carichiamo? - Sì. - Roberto, carichiamo.
Scusate, scusate...
Silvio, mi spiace, ma Nanni non se la sente.
- Non sta bene? - No, non se la sente di girare il film.
- Per oggi? - No, è sospeso il film.
- Sospeso? - Sì.
- Per sempre? - Sì.
- Non fare così, fai questo lavoro, Io sai benissimo. - Appunto, fatemelo fa'.
- Sono cose che possono capitare. - Come? A me non è mai capitato.
- Che devo fare io? - Angelo, per me è un problema serio.
- Ho rinunciato alla tournée di teatro di 7 mesi che ti avevo detto. -Sì.
Poi c'era Salvatores che aveva un piccolo ruolo fatto apposta per me.
Ora sarà andato via.
- Angelo: Parla con Andrea. - Andrea... -Che è successo?
- Che ti ha detto? - Nanni non se la sente...
- Non è contento di come ballo? - Non credo.
- La prova dell'altro ieri, sembrava abbastanza soddisfatto. -Infatti.
- Fammici parlare. - No, no. - Nanni! - Non adesso. - Nanni!
Nanni!
- Puoi parlare con Angelo o Andrea. - Che ci parlo a fare?
< Moretti: È passato un po' di tempo
e tra qualche settimana ci saranno nuove elezioni politiche.
< Ci sarà o la vittoria della destra, definitiva per chissà quanti anni,
oppure, per la prima volta, la vittoria della sinistra.
< In questo periodo non penso più al musical,
perché ora vorrei fare un documentario su queste elezioni,
ma in generale un documentario sull'Italia.
Noi dobbiamo fare questo documentario sull'Italia.
È un dovere.
Noi dobbiamo farlo, noi vogliamo farlo.
All'estero vogliono capire cosa sta succedendo in questo Paese.
Innanzi tutto, cominciamo ad accumulare giornali, giornali...
Compriamo tutto in questo periodo.
Poi registriamo i telegiornali di Italia 1 e Rete 4.
Poi le trasmissioni televisive solite:
- "Harem"... - Andrea: Non c'è più. - E che c'è? -C'è "Pascià".
Registriamo "Pascià".
Non l'immondizia pura, quella non mi interessa.
Conosci i miei gusti: le trasmissioni che vorrebbero essere e poi invece...
Poi dobbiamo filmare la campagna elettorale.
Noi dobbiamo fare questo documentario sull'Italia. Che c'è?
- No, stavamo... -Che c'è? - Ci organizzavamo.. - Non sei convinto!
Non sei coinvolto nel progetto, la tua sfiducia è palpabile.
È un dovere fare questo documentario. Io devo fare questo documentario.
Preferisci che giriamo le cene elettorali, i dibattiti pubblici
o che seguiamo i candidati in giro per i mercati?
No, niente mercati, cene elettorali.
Limitiamoci a filmare i comizi elettorali.
Un po' più larghi del primo piano, macchina fissa.
"Salve", "Salute", "Come stai?", "Il mio giardino",
"Gardenia", "Quattroruote", "Quattro Zampe",
"Cani, una rivista di razza".
"Essere", "Volare", "Correre", "Il mio condominio", grazie.
"Scarpe e sport", "Le specialità di Lisa Biondi",
"Pasta Magazine", "Ville & Casali",
"Cose Antiche", "Case Antiche",
"Sirio", "Astra", "Progresso fotografico", "L'Espresso".
Se posso ordinare le copertine de "L'Espresso" degli ultimi 10 anni,
mi servono per una ricerca.
< "Bolina", "Cicloturismo", "Il Corriere della Sera", "La Stampa",
"Il gommone", "Montagna", "Legno e pietra",
"La Repubblica", "La manovella" e "Ruote a raggi",
"Archeo", "Bell'Italia", "Airone".
< Un capitolo del mio documentario sull'Italia è dedicato al giornalismo.
< Comincio subito a tagliare e ritagliare, incollare e cucire
e mi accorgo che i giornali sono uguali
e soprattutto usano e si scambiano sempre gli stessi giornalisti.
< C'è quello che scrive di politica su un quotidiano,
di cinema su un settimanale di sinistra
e di letteratura su un mensile di destra;
un altro scrive contemporaneamente su "Il Corriere della Sera",
su un settimanale femminile
e sul mensile delle Ferrovie dello Stato.
< E naturalmente vignette e satira politica ovunque.
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