Josh Johnson: Symphony

Josh Johnson: Symphony

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Josh Johnson Symphony 2026 iNTERNAL HMAX WEB h264-EDITH
A Commentary by tedi
Retail HMAX | 59:28

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Published on: 2026-05-23
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The first 200 lines.

SE CON L'ARTE DECORIAMO LO SPAZIO E CON LA MUSICA DECORIAMO IL TEMPO,

CON LA COMICITÀ DECORIAMO LA REALTÀ

Signore e signori,

fate un bell'applauso a Josh Johnson!

Bene.

Grazie mille a tutti. Santo cielo!

Se non stai attento, soprattutto se sei un uomo,

finisci per passare gli ultimi 50 anni della tua vita

cercando ancora di capire i primi 15.

Capite cosa intendo? Ci sono alcune persone per le quali

quello che è successo al liceo, continua in qualche modo a ripetersi

per il resto della loro vita.

Vi assicuro che faccio davvero del mio meglio

per essere la persona migliore possibile. Non sono perfetto.

Sono sicuro che c'è qualcuno, da qualche parte in questo mondo,

che pensa che io faccia pena. E insomma...

Vale per tutti.

Nessuno è universalmente amato, no?

Tutti hanno i propri nemici.

Ma faccio davvero del mio meglio per trattare le persone come meglio posso.

Sai e...

Non solo perché è quello che si dovrebbe fare.

È un modo di fare che renderebbe orgogliosa mia madre.

È quello che mi ha insegnato.

E rende il mondo un posto migliore, no?

Ma quando cerchi di comportarti nel miglior modo possibile,

soprattutto nel campo degli appuntamenti, a volte ti etichettano come "carino", no?

Ma "carino" è una condanna a morte.

Non sembra, ma in realtà è molto grave.

Se esci con qualcuno e poi più tardi senti per caso,

"Com'è andato l'appuntamento?" "È carino."

Quindi ok, vuol dire che non se ne fa nulla.

Niente di fatto. Ok, amen.

Perché il fatto è che dovresti comportarti in modo carino.

Non è un plus, è un requisito base.

Cioè, dovresti...

Si spera che tu sia carino.

Dire che una persona è carina dopo averci trascorso del tempo,

perché, ricordate, non ha detto "gentile",

non ha detto "dolce", ha detto "carino".

Sarebbe come se uscissi con qualcuno

e poi senti dire: "Com'è andato l'appuntamento?"

"Il viso ce l'ha."

Beh, menomale!

Sarebbe l'ideale.

Non è certo un complimento dire: "Gli occhi sono dove dovrebbero essere".

Ne parlo perché, quando ero giovane,

non avevo sempre l'autostima alle stelle.

Se ripenso a quei tempi,

c'era una persona che mi piaceva tantissimo

e quindi ci ho provato, no?

Però quella persona non era interessata. Capita.

Ti becchi la tua prima piccola lezione sull'essere rifiutato e quant'altro.

E il modo in cui affronti quel rifiuto determina il tuo carattere e l'atmosfera

che si respira stando con te.

Poi è passato un po' di tempo e...

alla fine si è messa con un tipo che non era carino.

Non era per niente carino. Era un vero stronzo. Sul serio.

E non lo dico per fare l'hater. Aveva proprio dei nemici.

E da quando ero bambino fino all'età adulta,

è andata sempre così.

È quasi un cliché che le ragazze, le donne, si innamorino degli stronzi.

È la cosa che va per la maggiore.

Lo leggi ovunque online.

È il tema portante di ogni commedia romantica che si rispetti.

E non capivo, perché lei era davvero in gamba.

Però si è messa con quel tipo che non vale niente.

Non riuscivo proprio a capire.

Perché ai tempi delle superiori, tante ragazze,

e in futuro tante donne, scelgono ragazzi che sono...

Sì, stronzi. Non l'ho mai capito...

fino a una settimana fa.

Ero in viaggio, ok? Ed ero in ritardo perché mi ero svegliato tardi.

Non mi sono preparato.

Di corsa, ho buttato tutto in valigia e ho chiamato un Uber.

Salgo sull'auto e l'autista, una persona incredibile,

direi impeccabile, segue il codice della strada,

fa tutto ciò che deve.

Alcune accortezze che ormai pensavo non seguisse più nessuno.

La musica era talmente bassa che sentivi il rumore della freccia,

e metteva addirittura il braccio fuori dal finestrino per fare...

Quell'uomo è un ottimo autista e una persona simpatica.

Si fermava al semaforo giallo e lasciava passare le altre auto.

Molto carino, ma io ero molto in ritardo.

Ho anche provato a fare qualche allusione.

Del tipo: "Secondo te arriveremo in tempo?"

E lui: "Spero di sì".

Ha fatto i calcoli ad alta voce lì davanti a me.

Del tipo: "Ok, andiamo a 90 chilometri orari,

non oltre perché sarebbe pericoloso.

Si va massimo a 90 chilometri orari.

Tu devi essere lì tra 36 minuti.

In base alla distanza che manca,

probabilmente arriverai con dieci minuti di ritardo, quindi...

peggio per te."

Invece, poi...

siamo arrivati in aeroporto per un pelo, ve lo giuro.

Arrivo al volo ed era in ritardo.

Un paio di giorni dopo, devo ammetterlo, non avevo imparato la lezione.

Mi sono svegliato di nuovo tardi.

Ho fatto la valigia e ho chiamato un Uber alla stessa ora.

Corro verso l'auto.

Salgo e l'autista era già lì pronto a partire.

Si gira verso di me, mi guarda e fa:

"Pronto?" E io: "Sì".

E il modo in cui è partito a razzo...

Ero sbalordito.

Prudenza non pervenuta.

Era proprio un ragazzaccio.

Quel tipo era fuori di testa. Correva zigzagando tra le auto.

Tagliava la strada a tutti. Si sentiva chiaramente.

Guidava in modo pericolosissimo.

Non so se ha mai usato la freccia.

E si sentiva chiaramente. Si sentivano i clacson dietro di noi.

Quel tipo non era bravo a guidare. Guidava proprio da stronzo.

È stato stronzo con tutti, ma non con me.

E vi dico la verità...

Ogni tanto penso ancora a lui.

Insomma, certe volte ti ritrovi nel traffico...

a sognare a occhi aperti.

Ho passato qualche giorno a Los Angeles e in quel periodo

ho preso taxi, Uber e avuto autisti davvero bravi.

Anzi, bravissimi.

Ma se mi chiedeste di lui vi direi: "È uno a posto".

Nessuno mi porta a destinazione così.

Non so se mi spiego.

Perché le persone spericolate sono...

incredibilmente affascinanti finché non si comportano così con te.

Perché una volta sono salito su un'auto

e non era un autista prudente, non era simpatico.

C'è stato un piccolo incidente, ok?

Ha sterzato bruscamente.

Ho sbattuto pure la testa sul finestrino.

E io me ne stavo lì seduto a pensare: "Meglio una persona carina, voglio...

qualcuno che segua il codice della strada, ok?

Qualcuno che sappia guidare."

Dico bene?

Secondo voi, il primissimo...

chiropratico al mondo...

è un omicida mancato?

Mi sono fatto male alla schiena, ok? Sono andato dal chiropratico.

Non sapevo nemmeno bene cosa facessero i chiropratici.

Sapevo solo che curavano la schiena e cose del genere.

Me ne stavo lì sdraiato, senza sapere cosa aspettarmi.

Ma poi quest'uomo arriva e mi mette una mano qui e una qui.

E volevo filarmela.

Non so in che modo ti abbia offeso,

ma ho visto tanti film di Jason Bourne. So esattamente cosa succederà ora.

Non mi freghi.

Non posso portare mio zio da nessuna parte...

perché è strano.

Ma non strano come uno zio qualunque.

Fa cose che nessuno fa.

Se lo porti fuori a cena e mangia qualcosa di ottimo,

magari la versione migliore di quel piatto che abbia mai provato,

non può limitarsi a dire che è buono. Non può solo goderselo.

No, davanti a quel cibo deve per forza...

fare catcalling, ad alta voce.

Ho portato mio zio in un ristorante di lusso. Parlo di alta cucina, ok?

Gli ho detto di vestirsi elegante, ma si è presentato con la sua solita tuta.

Gli faccio: "Ti avevo detto di vestirti bene".

E lui: "Infatti ho messo la catena d'oro".

Ci sediamo, ordina una zuppa di aragosta.

Dev'essere stata l'aragosta più incredibile della storia.

Dopo il primo cucchiaio, invece di dire che era buona,

se n'è uscito con...

"Però!

È bella formosa."

Porto mio zio a mangiare del barbecue.

Ha ordinato un Texas toast.

Immagino fosse il toast più incredibile mai preparato in tutto il Texas.

Perché dopo il primo morso, invece di dire che era buono,

lo assaggia e fa...

"Ok.

Complimenti per le forme, bella cicciotta."

E a un certo punto mi chiedo: "Lo fa per mettermi in imbarazzo?"

Perché c'è gente che si volta a guardarci

per assicurarsi di aver sentito quello che pensa di aver sentito.

Non sa controllarsi.

E so che è così, perché una volta ho ordinato una pizza.

Ero a casa sua, eravamo lì tranquilli. Ho ordinato una pizza.

Arriva la pizza.

Mi alzo per andare alla porta e dare una mancia al fattorino.

Porto la pizza in salotto e vado a lavarmi le mani.

Ha iniziato senza di me, ok? Apre il cartone.

Torno indietro lungo il corridoio. Non sa che sono a portata d'orecchio.

E mentre è lì... tutto solo...

prende una fetta, dà un morso e fa...

"Ah, non ne avevo idea.

Ho capito, qui mi tocca piegarti come dico io."

Non posso proprio portarlo da nessuna parte.

A volte, quando sei piccolo, capitano delle cose

per le quali non trovi le parole. Non riesci a esprimere cosa provi.

Poi col tempo,

quando cresci, ci ripensi e pensi tra te e te: "Che roba".

Oppure succede qualcosa, cresci, ti fai degli amici

e loro ascoltano la tua storiella.

Gli racconti cos'era capitato e pensano: "Che roba".

Quando ero piccolo, facevo karate e non ero bravo.

Ero proprio negato.

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