The first 200 lines.
- Sì? - Joaquín?
- Sì. - Sono Gloria.
- Gloria... - Gloria Cumplido.
Ah!
Ciao, come stai?
- Bene. E tu? - Bene.
- Da quanto tempo che non... - Oh!
10 anni, 12. Da quando mi sono separata.
Ah, sì.
- Ti trovo molto bene. - Anch'io a te.
Salute!
Mi piacevano più i balli di un tempo, quando si stava stretti stretti.
Su!
Su, su!
Va'. Vattene a casa tua!
Che ti ho fatto? Ti ho amato! Perché? Per cosa?
Che guardi, eh?
Vuoi venire a dirmi tu quello che devo fare? Che ne sai?!
Nessuno lo sa! Nessuno lo sa!
Ana?
Tesoro, sei sparita.
Ora sono in ufficio, super occupata, ma se vuoi, chiamami pure.
Sono la mamma. Un bacino, eh? Ciao.
Ciao, Pedro, figlio mio.
Come stai? Spero bene.
Ti chiamavo per sapere di Raimundo. Se ti servisse qualcosa...
Beh, niente, tesoro. Chiamami, eh? Sono la mamma.
Eccolo qua.
- Dammelo, mamma, lo faccio dormire. - Ora lo calmo io.
Va'.
- Va' con papà. - Vieni in braccio, andiamo a dormire.
- Il piccolo è un po' smanioso. - Sì.
- Potrebbe essere per via dell'otite. - Sì, di sicuro è quello.
- Gli hai dato gli antibiotici? - Sì, glieli ho dati.
Quelli scombussolano tutto.
Quando li prendi, prima comincia la pancia, la bocca,
dove escono a volte delle cose, dei funghi e cose del genere.
Pronto?
Almeno ti degni di chiamare, Manuela.
No, stiamo benissimo qui. Stiamo alla grande.
Come?
Sì, sì, ha mangiato.
Sta facendo la cacca dura, tutto qui.
Non chiede di sua madre perché non sa parlare!
"Uttanasana" davanti alle tibie.
Creare un arco lombare.
Posizione "Chaturanga Dandasana", piano inclinato.
Porta i gomiti uno verso l'altro.
Solleva le ginocchia, solleva le cosce...
Unisci le mani.
Così.
E allunga la testa all'indietro. Piegala indietro.
Apri il tuo cuore spirituale, abbandonalo indietro con umiltà,
così da farlo restare il più possibile parallelo al pavimento.
Riposa sui talloni.
Brava, Gloria.
- Ti è piaciuto? - Sì.
Sono venuta a trovarti per sapere se eri viva.
- Ciao, Ana. - Ciao. Buona fortuna!
- Mamma, dai! Sei stata bravissima. - Sì?
Sì. Potresti venire più spesso.
- Ciao. - Ciao!
Theo... Vieni.
- Lei è mia madre. - Come va?
- E lui è Theo. - Salve. Ciao.
Ana mi ha parlato molto di lei e... Beh, è un piacere conoscerla.
Ti ringrazio. Anche per me.
- Sei in Cile per le vacanze? - No. È venuto per sciare.
Io vado sempre in giro per il mondo, per le varie montagne.
Faccio scalate, raggiungo la cima e poi vengo giù sciando.
- Sì. - Già.
Ana è una donna meravigliosa e molto simpatica.
- Ora dobbiamo andare. - Pratica molto spesso lo yoga?
- No, è la prima volta. - Ti lascio, dobbiamo andare.
- Mi spiace. - Divertitevi.
- Ciao. È stato un piacere. - Ciao. A presto.
- Chiamami, eh! - Sì.
- Buonasera. - Ciao!
- È occupato? - No, accomodati.
Grazie.
- Come ti chiami? - Guillermo Valenzuela.
Guillermo Valenzuela.
- Non bastano mai, le informazioni. - Ah, un avvocato! Mille grazie.
Che brava che sei, a truccarti!
- Sei uno splendore! - Grazie.
Sei sempre così allegra?
- No? - No.
Me l'hai domandato e m'è venuto da ridere alla battuta.
No.
Non lo so.
Qualche mattina, no.
E...
A volte, certe sere...
nemmeno.
Come tutti.
Sì, è vero.
Vieni qui molto spesso?
Sì.
Sì, sì. No, non spesso. Vengo a volte,
quando posso, quando ne ho voglia.
Mi piace venirci, sì.
Mi piace molto venire a ballare.
Da sola?
Da sola.
Sono separata.
- Anch'io. - Sì?
E da quanto?
- Da quanto? - Un anno.
- È da poco. - Mh. Finalmente!
Sì. A volte è "finalmente", eh?
Sto... sto cercando
di cambiare le cose, la vita.
Ma come ti chiami, tu?
Gloria.
E questa cos'è?
No, Alberto, ascoltami. Devi dirle di chiamare il 5-0-0.
5-0-0, ti ho detto, 3-1-2. Aspetta un attimo.
Victo, levami questo pipistrello da qui!
Che schifo, questo gatto! Perché viene a casa mia?
Pronto? Sì, allora, ascoltami.
Bene.
Sì, così andrà bene. Okay.
Va bene, anche tu.
Okay, grazie. Ciao.
Stammi bene. Ciao.
Non so se quello che non mi piace del gatto
è il gatto o la sua coda.
È come quella di un topo.
Lei sa che quando venne il diluvio universale
il Signore ordinò a Noè di costruire un'arca molto grande,
dove mise tutta la sua famiglia e due esemplari di ognuno degli animali
che esistevano in quel momento nel mondo.
Successe che, molto presto,
i moltissimi topi che c'erano, moltissimi,
si misero a mangiare tutte le provviste.
Noè non sapeva che fare, quindi parlò direttamente con Jahvè.
Jahvè gli consigliò di cercare il leone
e accarezzargli la testa, così, 3 volte con la mano destra.
E il leone buttò fuori aria dal naso
e dalle narici stesse gli uscirono due gatti.
E quei due gatti eliminarono parecchi ratti.
Non tutti, però molti.
E si ristabilì così l'ordine e l'equilibrio in tutto il mondo.
Battiamoci sulle costole molto dolcemente, così.
Contiamo "1, 2, 3" e scoppiamo a ridere.
No, lei non mi conosce.
Ho avuto il suo telefono dal portiere del palazzo dove vive suo figlio.
Abito di sotto, al 21.
Vieni qua! Ti aspetto, brutta troia!
- Se potesse... - Vieni qua!
L'ho chiamata per questo, perché...
Sa che succede, signora Marina?
No, credo che abbia una crisi.
- Perché alzarsi? - Certo. Un'altra volta.
Perché alzarsi? Perché? Rispondimi, cazzo!
- Qualcuno mi risponda! - Signora...
Chiedo scusa davvero, ma non so che...
Mi spiace molto chiamarla a quest'ora, ma è che...
Signora Marina, io lavoro. Domattina mi alzo presto, capisce?
È che io pago per vivere tranquilla. No...
- Non ha senso! - Ma certo.
Mi si spezza il cuore, davvero. Anch'io sono madre.
- È tutto marcio, fuori! - È che non è solo un'altra crisi.
È... Ascolti, per favore. Ascolti.
Voglio morire!
Non nascete! Non nascete!
Pronto?
Sì, sono io.
Certo che no. Perché dovrei rimanerci male? Fai bene.
Ah, mi stai invitando?
E...
Che galante!
Non mi era mai capitato. È che la tua personalità mi...
Mi ha mandato fuori di testa. Io...
Da quando ti ho vista, non posso...
Non riesco a toglierti dalla mente, passo tutto il tempo a pensare a te.
È così fisico, così concreto, quello che mi succede con te.
Credevo che non mi sarebbe mai più successo. Mai più.
Mi girava in testa, mi girava in testa...
Non trovavo il coraggio e mi è costato moltissimo.
Mi sgomentava chiamarti. Poi ho trovato il coraggio, per fortuna.
- Grazie per aver accettato. - Grazie a te.
- Non importa. - Scusa.
- Non preoccuparti. - Scusami tanto.
Pronto?
Ciao. Ciao, Susana.
Non c'è motivo di piangere. Ci penso io.
Lo faccio prima delle due, va bene? Come sempre, d'altronde.
Come sarebbe? Sempre!
Certo, sì. Ora ho da fare, per favore. Sì, sì.
Prima delle due te li verso, sì. Tranquilla. Ciao.
Sei separato o non sei separato?
Sì, ma...
Sì, però...
Uno si separa dalla moglie, non dai figli.
Io vivo solo ormai da un anno
e mi preoccupo delle piccole. Non sono...
Dipendono ancora da me. Non sono abituate a stare senza il padre.
Le cose stanno così.
È che io avevo una vita molto diversa, stavo soffocando.
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